Studentessa timida nel dormitorio dopo cena
Io ho la bocca secca ma non bevo perché so che devo parlare piano qui dentro altrimenti qualcuno sente i rumori dal corridoio del dormitorio. La moka stretta sul fornello gorgoglia piano come fondo sonoro della sera dopo cena. Indosso la maglietta avorio che mi cade larga sulle spalle, non porto reggiseno sotto. Lui torna dalla biblioteca con gli occhi stanchi ma pieni di qualcosa che non dice subito. Ci guardiamo troppo a lungo per essere casualità. Mi alzo dal letto singolo. Vado. Verso di lui senza aspettare permessi. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni respiro spezzato mentre mi piego lentamente in ginocchio sul linoleum freddo. Le sue mani restano ferme lungo i fianchi come se fosse sorpreso ma non volesse fermarmi. Apro la cerniera dei jeans con due dita e tiro fuori il cazzo duro senza fretta. Lo prendo in bocca fino in gola e resto così qualche secondo sentendo il sapore metallico della paura mista al desiderio trattenuto troppo a lungo. La cinepresa fissa davanti alla porta riprende tutto con un obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che sfoca le pareti sporche del dormitorio lasciando solo noi nitidi al centro dell'inquadratura. Ogni movimento della mia testa è misurato io decido quando iniziare quanto profondo andare quando succhiare più forte o rallentare per farlo impazzire piano piano le sue dita si infilano tra i miei capelli sudati senza forzarmi semplicemente seguendomi nell'onda crescente del ritmo che impongo io soltanto io sudore sulla fronte saliva agli angoli delle labbra occhi chiusi naso premuto contro il ventre piatto lui geme piano trattenendo il fiato poi sborra dentro la mia bocca caldo amaro denso io inghiotto tutto senza tirarmi indietro pulisco l'ultima goccia con la lingua poi mi alzo lentamente sistemandomi la maglietta avorio ancora umida sotto le ascelle nessuno ha bussato nessuno sa cosa abbiamo fatto qui dentro solo noi due e quella moka che continua a gorgogliare piano sulla stufetta economica.