Biblioteca dopo l orario studentessa diciottenne esperta
Biblioteca universitaria dopo l'orario di chiusura luci basse neon tremolante sui libri di diritto amministrativo pile alte fino all'altezza degli occhi scaffale centrale spostato di lato per fare spazio al tappeto consunto calpestato da anni di studentesse distratte La mora entra scalza maglietta bianca larga jeans strappati ai polpacci piede sinistro con smalto rosso scheggiato si guarda intorno prima di abbassare la cerniera del reggiseno imbottito perizoma nero opaco appena visibile sotto il cotone bagnato dal sudore della giornata Si inginocchia davanti allo scaffale più alto mani unite sulla nuca capelli corvini sciolti fino alle scapole Il ragazzo arriva da destra telecamera fissa in posizione bassa angolata dal basso verso l'alto 85mm aperto a f/2.8 che taglia fuori metà del volto per concentrarsi sul collo le clavicole i capezzoli duri sotto la stoffa bagnata Lei non si gira lui le afferra i fianchi da dietro palme calde attraverso il tessuto ruvido delle mutande Le dita scavano nei muscoli tesi delle cosce Lei emette un verso breve trattenuto poi annuisce una volta sola Lui sfila il perizoma con un gesto secco lo getta tra due volumi di procedura civile Il primo colpo è secco pelle contro pelle rumore amplificato dal silenzio del piano superiore Sudore sulla fronte di lui goccia che cade sulla nuca di lei Lei piega la schiena in avanti appoggia le mani sul legno freddo dello scaffale I libri oscillano leggermente uno cade ma nessuno dei due reagisce La cinepresa cambia focus improvviso campo stretto sull'inguine peloso di lui che affonda dentro di lei ripresa dal basso illuminata solo dalla lampada da lettura accanto al divanetto Lui accelera grugniti brevi denti serrati Lei comincia a muoversi indietro incontro ai colpi ritmo suo non imposto sceglie quando fermarsi quando riprendere quando gemere Piano piano scivola a terra seduta gambe aperte braccia distese indietro palme appoggiate al pavimento freddo Lui si inginocchia davanti a lei solleva le anche la penetra da sotto angolo ravvicinato sulla figa gonfia lucida sudore mescolato a lubrificante a base d'acqua Sudore sulla spalla bassi attraverso il muro la mano di lui alla gola Lei annuisce ancora una volta Mezzanotte passata notifica WhatsApp bloccata sullo schermo del telefono abbandonato vicino alla borsa aperta chiavi della Vespa sul pavimento accanto al caricabatterie USB rotto Lenzuola Bassetti spaiate arrotolate in un angolo probabilmente portate per una pausa studio mai arrivata Il finale arriva senza preavviso sborrata calda dentro mentre lei stringe i muscoli internamente trattienilo tutto Non si muovono subito respiro pesante odore acre misto a profumo economico e polvere dei libri antichi Poi lei si alza sistema la maglietta raccoglie il perizoma lo infila nella tasca posteriore dei jeans Senza parlare esce dalla porta secondaria telecamera ferma ancora cinque secondi su quel pezzo di velluto blu sporco e lo specchio incrinato che riflette solo ombre.