Studentessa diciottenne nel primo appartamento condiviso
Sento il fiato corto appena lo vedo entrare dalla porta socchiusa. Libri di testo sparsi sul pavimento vicino alla borsa da studentessa ancora aperta. Indosso solo una canotta bianca bagnata sotto le ascelle e un perizoma nero che non ricopriva niente mentre mi giravo verso la finestra. Lui si ferma a guardarmi come se dovesse decidere se avanzare o no. Io non parlo ma muovo appena la gamba destra scoprendomi ancora di più. Il sole entra dalle persiane mezze rotte illuminando granelli di polvere sopra il cuscino di velluto stropicciato buttato lì dopo ieri sera. La sua mano arriva prima della voce, calda sulla coscia interna dove non ho mai lasciato nessuno toccarmi così presto al mattino. Respiro forte quando sente quanto sono già pronta anche se fingeva imbarazzo fino a dieci secondi fa. Gli dico io quando accelerare perché so cosa voglio anche se è la prima volta che lo faccio con qualcuno del corso di letteratura comparata. Scivolo giù dal divano in ginocchio senza rompere lo sguardo mentre gli slaccio i jeans strappati al ginocchio uno dei quali ha tenuto tutta la notte dopo il concerto fuori sede. Odore acre misto a dopobarba economico. Sudore. Vero non profumato da palestra. Inquadramento ravvicinato con obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che prende ogni micro-espressione intorno agli occhi quando lui entra dentro senza fretta ma neanche esitazione. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni gemito strozzato contro il suo petto peloso. Poi ci spostiamo sul letto matrimoniale sfatto col lenzuolo inferiore mezzo caduto per terra accanto alle mutande mie gettate via durante il trasferimento. Lei sceglie sempre dove andare dopo - questa volta vuole stare di fianco col culo puntato verso la fonte luminosa naturale delle otto e mezza. Sudore sulla nuca, artigli nei fianchi, mancanza d'aria nelle ultime tre spinte secche prima dello sborro fuori misurato ma sincero. Un filo bianco cola lungo l'interno coscia sinistra finché non pulisco con il dorso della mano tremante. Fuori qualcuno ride nel cortile comune dell'appartamento multipiano vicino alla fermata dell'autobus numero dodici diretto all'università orientale.