Studentessa diciottenne nel dormitorio dopo lezione biblioteca
Libri di testo sparsi sul pavimento tra scarpe da ginnastica. Una. Bottiglia d'acqua mezza vuota. La studentessa si alza dalla sedia girevole, maglietta bianca incollata alla schiena per il sudore dell'ora di pranzo. Passa accanto al letto sfatto dove un cuscino di velluto stropicciato giace storto contro la parete. Il ragazzo entra dalla porta del bagno asciugandosi le mani su un asciugamano grigio. Lei non parla ma indica il perizoma nero sotto la gonna plissettata blu scuro. Ciak uno girato in campo medio ravvicinato con lente 85mm aperto a f/2.8 sotto luce naturale filtrata dalle persiane semiabbassate - diffusione leggera da tenda sheer per ammorbidire i contrasti sui fianchi mentre si china sul bordo del materasso. Il regista cambia angolo a metà quando lui le abbassa gli slip lungo le cosce nude e li getta sopra lo zaino aperto pieno di dispense fotocopiate. Tre macchine fisse, una frontale dal comodino, una laterale dallo stipite della finestra, una posteriore puntata dritta sulla nuca mentre ansima dentro il guanciale ottanio macchiato di trucco vecchio. Sudore sulla clavicola sinistra quando solleva la testa per controllare se sta andando bene - lei sceglie il ritmo muovendosi all'indietro contro il suo bacino appena coperto dai boxer calati ai talloni sporchi delle calzette Nike bianche taglia quarantadue mai lavate dopo palestra mattutina. Grana visibile nell'inquadratura finale dove lui sborra fuori tempo rispetto al piano sequenza originario ma tiene duro fino allo stop azione richiesto dal fonico via walkie-talkie. Un fazzoletto uscito dalla tasca dei jeans piegati vicino alla sveglia digitale spegne tutto.