Diciottenni in biblioteca prima volta dormitorio
Biblioteca universitaria, scaffali alti fino al soffitto, luce grigia da finestra sud-ovest. Due studenti diciottenni, silenzio rotto solo dal respiro corto. Lei in perizoma nero, maglietta bianca bagnata sul seno. Lui con jeans slacciati, mani tremanti. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno capta ogni sospiro. Camera fissa sul comodino, seconda cinepresa in mano, 85mm aperto a f/2.8. Lei sceglie il ritmo, guida la penetrazione con un cenno del bacino. Missionario sul letto sfatto, lenzuola di cotone antracite stropicciate. Poi pecorina contro il muro del bagno, piastrelle fredde sulla fronte. Sudore sulla nuca, dita di lui nei fianchi. Un bicchiere di Negroamaro sul davanzale, luce dell'ora di pranzo che taglia il vetro. Notifica WhatsApp in pausa sul telefono, nome in chiaro, Marco. Orecchini a cerchio dorati caduti sul pavimento. Calze a rete strappate all'inguine. Lei ansima, morde il polso per non urlare. Lui sborra dentro, fiotto caldo che cola lungo la coscia. Silenzio. Poi un respiro profondo. Lei si rialza, sistema la vestaglia color salvia. Nessun sorriso. Solo un cenno. La cinepresa continua a girare, tre ciak totali. Nessuna parola. Solo il ronzio del frigo in corridoio. Specchio appannato, mano che pulisce un angolo. Lei si guarda, sistema i capelli. Lui si allaccia i jeans. Un anello al dito anulare, smalto rosso scheggiato. La porta si chiude piano. Nessun bacio. Solo passi in corridoio. La finestra resta aperta. Un libro di testo sul pavimento, pagina 47 piegata. La cinepresa si spegne. Fine riprese. Lei firma il rilascio davanti alla telecamera. Nessuna fretta.