Diciottenne maglietta ecru bagno primo rapporto
Il bagno ha piastrelle fredde sotto i talloni. Ho i capelli incollati alla tempia sinistra. Mi guardo le mani tremare mentre slaccio il bottone dei jeans. Lui non parla, solo respira forte vicino al mio fianco. La maglietta ecru mi sale sui fianchi quando mi appoggio al bordo del lavandino. Sento l'odore di sapone neutro e sudore fresco. Il suo cazzo duro preme contro la stoffa delle mutande. Lo tiro fuori lentamente, caldo. Pesante. In mano. Comincio a masturbare con movimenti corti, pollice sul glande lucido di precum. Lui geme piano, occhi chiusi, mascella serrata. Poi mi abbasso, ginocchia sul linoleum sporco di calcare. Prendo metà cazzo in bocca, lingua sotto il frenulo. Succhio piano, imparando il ritmo giusto. Lui allunga una mano tra le mie gambe, infila due dita nelle mutande umide, strofina clitoride gonfio senza fretta. Gemo intorno al cazzo, vibrazioni che lo fanno ansimare. Mi solleva per i fianchi, mi gira contro il muro freddo. Spinge dentro senza avvertire. Penetrazione lenta ma piena fino ai coglioni. Ogni spinta fa battere la testa contro la parete. Fiato spezzato. Sudore sulla nuca. Un cavo del caricatore penzola dallo sciacquone. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni gemito vero. Inquadramento stretto col 85mm aperto a f/2.8 tiene tutto sfocato tranne gli occhi e le labbra screpolate. Lei sceglie il ritmo dopo un minuto buono di scopata verticale. Si ferma col culo all'aria e dice più piano. Riprendiamo coi suoi fianchi che guidano ogni affondo morbido ma profondo dentro di me finché non sento lo spasmo partire dalla pancia e risalirmi lungo la schiena come un brivido lungo mentre lui sborra caldo sulla coscia interna destra.