Biblioteca vuota dopo cena studentessa esperta scopata intensa
Dopo cena la biblioteca è vuota tranne noi due e la luce gialla della candela accesa sul comò. Io resto seduta sul bordo del tavolo di legno scuro coi libri di giurisprudenza ancora aperti. Lui entra nel campo visivo con la cinepresa a mano bassa, angolazione POV precisa come richiesto. Il mio perizoma ecru è già umido quando le sue dita mi aprono senza fretta. Sento il lavalier nascosto sotto il reggiseno sfregare contro il seno sinistro ogni volta che muovo le spalle. La fotocamera usa un obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che taglia fuori fuoco tutto tranne le mie cosce tremanti. Le ginocchia mi cedono ma tengo gli occhi fissi sull'obiettivo mentre lui mi penetra con due dita piegate verso l'alto. Sudore sulla nuca, fiato corto, mani aggrappate ai lati del tavolo pieno di appunti scarabocchiati col pennarello blu acceso. Io decido quando accelerare e lo faccio sollevando un ginocchio per permettergli un angolo migliore. Un rumore di passi nel corridoio ci blocca un attimo ma nessuno entra. Riprendiamo più piano, io controllo il ritmo delle spinte col bacino. La sua bocca cerca la mia figa senza esitazione, lingua lunga. Pressione. Costante proprio dove serve. Vengo in silenzio, mascella serrata, solo un gemito strozzato registrato dal microfono diretto. Lui continua finché non chiedo stop col palmo aperto sul petto. Fuori piove piano sui vetri opachi della sala studio. Il telefono vibra silenzioso, notifica WhatsApp in pausa da ventitré minuti. Mi sistemo i capelli col dorso della mano sporca di inchiostro rosso scheggiato dalle unghie corte. Respiro ancora veloce ma dentro sono calma.