Pompino profondo con cazzo grosso in cucina pubblica
Il mattino presto filtra dalle persiane di legno scrostate. Io resto inginocchiata sulle piastrelle beige cipria mentre il suo cazzo spinge contro la mia bocca aperta. Il rubinetto che gocciola scandisce il ritmo come un metronomo rotto. Sento il sapore metallico della saliva mescolata al lubrificante a base d'acqua sulla punta del glande gonfio. Le mie labbra si distendono intorno alla larghezza massima, denti sfiorano ma non mordono. Lui tiene le mani ferme sui fianchi senza toccarmi la testa - io controllo la profondità. Ogni volta che tiro indietro la faccia vedo i suoi addominali contrarsi sotto la luce fredda del neon. Fiato corto entra ed esce dal naso mentre mi impegno a mantenere il ritmo costante senza vomitare. Il fonico chiede silenzio prima del battito perché stiamo registrando l'audio diretto dalla mia gola piena di carne pulsante. Sul bordo del lavandino resta uno smalto rosso scheggiato vicino al portaspazzolino rotto - mio segnale visivo per ricordare dove sono quando esco fuori tempo. Angolo ravvicinato con obiettivo 85mm aperto a f/2.8 coglie ogni micro-espressione muscolare delle guance scavate durante lo stretch prolungato della mascella inferiore verso il limite posteriore della faringe stimolata meccanicamente da ripetuti ingressi verticali di tutta la lunghezza disponibile nel canale orofaringeo umano adulto femminile consenziente, funzionante correttamente senza lesioni apparenti o dolore manifestato volontariamente sopportabile fino allo stop richiesto verbalmente da me stessa dopo aver sentito il calore aumentare nella radice pelvica maschile pre-eiaculatoria evidente tramite cambiamento nel respiro accompagnatorio osservabile anche dal monitor esterno.