cazzo grosso stupore stretta sabato sera
La mora indossa solo orecchini a cerchio dorati. Smalto. Rosso scheggiato sui piedi nudi appoggiati al bordo del materasso. Il cazzo grosso entra dentro di lei con uno stacco netto dal basso verso l'alto ripreso da una cinepresa fissa su treppiede. Primo piano ravvicinato sul viso della donna mentre gli occhi si spalancano per lo stupore della penetrazione profonda. Sudore sulla fronte e sul collo dove la vena pulsa sotto la pelle tirata. Lui tiene le braccia tese per non schiacciarla ma spinge forte coi fianchi ogni volta che esce quasi del tutto prima di rientrare duro fino in fondo. La mano destra di lei afferra il cuscino di velluto stropicciato e lo strappa verso il petto come se dovesse resistere alla pressione interna. Il regista cambia angolo a metà ciak passando a una macchina laterale OTS da sinistra che riprende tutta la scena attraverso le sbarre della testata imbottita beige cipria. Lente 85mm aperto a f/2.8 mantiene fuoco selettivo sulle labbra della figa che si tendono intorno al cazzo ad ogni affondo mentre il resto sfuma nel soft focus della diffusione leggera posta a quarantacinque gradi sulla parete opposta rispetto alla finestra chiusa con persiane semiaperte che lasciano filtrare i fari delle auto dalla strada sotto. Lei sceglie il ritmo dopo un minuto abbassando i talloni e sollevando i fianchi per guidare l'angolatura dell'entrata successiva più diretta verso il punto interno che le fa chiudere gli occhi e gemere senza voce solo col respiro spezzato dalla gola stretta dal piacere compresso dentro lo stomaco come un pugno chiuso troppo tempo tenuto dentro.