Casalinga curiosa scopata dopo la doccia
L'appartamento ha le persiane semiabbassate, luce grigia di domenica mattina filtra dalle stecche di legno scrostate. Il rubinetto della doccia gocciola ancora sul fondo smaltato bianco. Lei esce dal vapore con i capelli umidi incollati alle clavicole, un perizoma in pizzo macramé rosa antico stretto tra le natiche. I seni pesanti oscillano lievi mentre si china verso lo specchio appannato. Un uomo entra senza bussare - alto, nudo dalla vita in giù, il cazzo eretto che punta dritto come un fucile. Lei non si gira subito. Si sistema i capelli con una mano tremante poi appoggia i palmi al bordo della vasca fredda. Lui le allarga le gambe con uno stivale ancora infilato - sinistro - polvere secca attaccata alla suola sotto il tallone destro scalzo premuto sul pavimento piastrellato freddo. Primo contatto, la punta del glande cerca l'ingresso lucido tra le labbra gonfie. Poi spinge dentro fino ai testicoli, profondo, senza fretta ma senza esitazione. La pelle delle cosce sbatte contro quella dei suoi addominali ogni volta che affonda. Ogni colpo fa vibrare il posacenere di vetro pieno poggiato sul lavabo accanto al sapone liquido mezzo vuoto. Lo specchio riflette gli occhi chiusi di lei, la bocca socchiusa, un rivolo di saliva lungo il mento. Il regista cambia angolo a metà ciak, da campo lungo frontale a MCU laterale con lente 85mm aperto a f/2.8, fuoco morbido sui glutei contratti, nitido sulla mano destra dell'uomo che stringe forte l'anca sinistra. Tre telecamere fisse registrano simultaneamente, una handheld segue dal basso attraverso le sue gambe divaricate. Lei sceglie il ritmo dopo ventidue minuti netti, solleva una gamba sopra il bordo della vasca. Inclina. Pelvi più in alto. Sudore sulla schiena curva, respiro spezzato nei denti serrati, cigolio metallico delle molle del soffione quando lui si aggrappa per bilanciare lo slancio finale. Alla fine nessuno parla. Solo fiatone e acqua stagnante nel sifone.