Casalinga curiosa scopata da cazzo grosso
Io mi piego avanti cercando l'angolo giusto per prenderlo tutto. Il suo cazzo grosso mi sfiora le labbra mentre le carte da gioco giacciono ancora sparse sul tavolino accanto alla vestaglia color salvia abbandonata poco fa. Sento il calore salirle lungo le cosce quando lui la tira su dal pavimento e la inchioda contro il muro del salotto. La telecamera fissa ogni spasmo con un 85mm aperto a f/2.8 che taglia via lo sfondo sbiadito delle pareti scrostate. Sudore sulla fronte, respiro corto tra i denti stretti mentre lui entra fino in fondo senza fretta ma senza pietà. Io vedo tutto dall'obiettivo più vicino, peluria pubica incollata al ventre piatto, capezzoli duri come sassolini sotto la stoffa strappata dell'uniforme da cameriera amatoriale comprata online tre giorni fa. Un rumore di pentole dalla cucina dove la moka è ancora stretta sul fornello acceso - nessuno ha spento il gas all'ora di pranzo perché nessuno voleva fermarsi neanche un minuto prima dello sborro dentro la figa stretta che lo stringeva come una morsa viva. Il fonico chiede silenzio prima del battito successivo ma ormai non serve più trattenersi, lei sceglie il ritmo muovendosi all'indietro per accoglierlo meglio e io sento quel sapore acre di uomo vero sulla lingua anche se sto solo guardando attraverso l'inquadratura laterale presa al primo ciak. Brividi lungo la schiena quando lui afferra i fianchi con entrambe le mani. Spinge. Forte facendo cigolare il divano sotto i loro corpi uniti nella posizione del missionario ribaltato con le ginocchia alte verso il soffitto illuminato dalla luce ambra delle persiane mezze chiuse. Fiato spezzato nell'ultimo movimento circolare dei suoi fianchi mentre viene copiosamente dentro senza estrarre subito fuori. Silenzio rotto solo dal ticchettio della caffettiera vuota che continua a borbottare piano come un ricordo tenace di normalità mai davvero esistita qui dentro.