Cazzo grosso nella figliastra in lingerie ottanio
L'appartamento ha le persiane semiabbassate contro il sole della tarda mattinata. Un paio di occhiali da sole giace sopra un libro aperto sul tavolino di vetro accanto al divano beige stropicciato. La moka sul fornello spento mostra una linea nera di caffe secco incrostato dentro la filettatura metallica. Lei indossa lingerie nera con bordi ottanio e calze a rete tenute su da giarrettiere elasticizzata stretta sulla coscia sinistra. Lui arriva dall'ingresso con l'uniforme parzialmente sbottonata lungo il petto sudato, i pantaloni tirati giu sui fianchi larghi mostrando peluria scura attorno alla base del cazzo grosso, dritto come un palo del tramonto romano estivo. Il primo piano parte dal collo dove la carotide pulsa veloce sotto la pelle tesa poi scende ai capezzoli eretti attraverso la stoffa umida della brassiere ricamata. 85mm aperto a f/2.8 blocca tutto sulla punta lucida che sfiora appena le labbra inferiori gonfie mentre lei prende aria col naso prima di abbassarsi lentamente. Il regista cambia angolo a met per catturare lo spostamento delle anche quando lui afferra i suoi capelli raccolti male in uno chignon molle ma non tira forte anzi lascia che sia lei a decidere quanto profondo entrare ogni volta. Un riflesso dorato lampeggia dalla superficie curva degli occhiali quando il telefono vibra silenzioso sul pavimento accanto alla scarpa sinistra slacciata. Le dita di lei scavano nei muscoli delle sue braccia contratte durante gli affondi irregolari ma sempre controllati dal suo respiro spezzato che detta pause, riprese. Il lubrificante a base d'acqua cola lungo l'interno coscia mescolandosi al sudore accumulato nell'incavo tra piega inguinale, bacino inclinato verso l'alto per facilitare penetrazione completa fino ai testicoli pieni premuti contro carne morbida bagnata fradicia ormai. Nessuno dei due guarda la cinepresa posizionata su treppiede basso all'altezza del ginocchio ma entrambi sentono lo stop motion intermittente causato dal fonico che chiede silenzio prima dei battiti cardiaci registrati col microfono direzionale puntato sul torace femminile. Lei sceglie il ritmo finché non sente lo spasmo partire dalle vertebre sacrali risalire lungo la colonna vertebrale fino allo scalpo facendole mollare presa e gridare senza voce mentre lui sborra dentro pulsando forte tre volte consecutive seguite da altre due più brevi subito dopo.