Cazzo grosso nella figa vergine all'alba
Il sole filtra dalle persiane semiabbassate tingendo di ruggine la parete opposta al letto. Io mi sistemo sui gomiti sentendo il bordo del materasso premere contro la schiena. La vestaglia color salvia è aperta fino ai fianchi ma non me la tolgo del tutto perché mi piace come scivola mentre mi muovo. Ho i capelli incollati alla tempia sinistra e un brivido lungo la nuca quando lo vedo avanzare fuori campo. Il microfono lavalier nascosto sotto il reggiseno coglie ogni respiro spezzato mentre lui si china su di me senza fretta. Sento il calore della sua pelle prima ancora che entri dentro. Il cazzo preme contro il mio inguine destro poi scivola lentamente nella figa già bagnata. Mi piego all'indietro cercando l'angolo giusto per farlo entrare più a fondo e dico chiaro 'vai piano'. È grosso troppo grosso ma io decido quando andare avanti e lo faccio annuire in silenzio. La cinepresa fissa a pochi centimetri riprende tutto in primo piano, peli pubici umidi, labbra gonfie che si aprono intorno al glande lucido di saliva mista a lubrificante a base d'acqua. Ogni spinta produce uno schiocco secco amplificato dal riverbero della stanza vuota. Sudore cola dalla fronte di lui sulla mia clavicola sinistra mentre accelera i colpi da dietro cambiando leggermente inclinazione dell'inguine verso destra - so che sta mirando al punto preciso dove sento tirare dentro - apro le cosce ancora di più per permetterglielo meglio. Stringo. Le lenzuola Bassetti spaiate con entrambe le mani tremanti. Un bicchiere di Negroamaro mezzo pieno vibra lievemente sul comodino ad ogni impatto violento dei nostri corpi uniti ormai senza confini netti tra chi prende e chi riceve. Lo guardo negli occhi attraverso l'obiettivo principale montato su treppiede davanti al letto, ha lo sguardo perso ma concentrato allo stesso tempo come se dovesse ricordarsi ogni dettaglio per sempre. Fuori dalla finestra una Vespa accende il motore all'alba rompendo brevemente il silenzio rotto solo dai gemiti strozzati miei e dal fruscio delle cosce bagnate che sbattono contro i suoi addominali tesi. Uso la lingua per pulirmi un angolo della bocca sporco del suo sperma dopo aver preso tutto fino in fondo senza fermarmi mai neanche quando ho sentito male vero. Chiudo gli occhi sapendo che questa è stata una cosa vera.