Romane Napoletane Milanese Cavalcata Venerdì Sera Pompinara
Macchina B ferma su un dettaglio delle labbra della milanese che si chiudono attorno alla figa della romana. Lei sceglie il ritmo, non accelera mai senza conferma. La telecamera principale è un'ottantacinque millimetri aperto a f/2.8, luce calda da softbox alto sinistro. Il regista cambia angolo a metà quando la napoletana entra dalla porta del salotto, capelli scuri sciolti fino alle spalle, orecchini a cerchio dorati che oscillano mentre cammina. Si piazza contro il muro, fa segno con due dita verso la bocca. La milanese si alza, le passa accanto sfiorandole i fianchi. La romana resta seduta, gambe larghe sulle piastrelle fredde. Sudore sulla fronte della napoletana mentre si china per un pompino lento, lingua attorno al cazzo immaginario della compagna. Poi inversione, la romana guida la cavalcata standing-up, mani sui seni dell'altra, respiro corto nell'aria densa di venerdì sera. Un bicchiere d'acqua rovesciato sul tavolo forma una pozza vicino alla scatola di fiammiferi mezza vuota color tabacco. Persiane di legno semiabbassate lasciano entrare solo strisce di luce grigia dal cortile interno. Il fonico chiede silenzio prima del secondo ciak ma nessuno risponde perché sono già dentro il flusso. Tre macchine fisse più steadicam portatile per gli inserti ravvicinati dei denti sui capezzoli, delle mani nei capelli sudati. Lavaire nascosto sotto la vestaglia color salvia registra ogni gemito vero senza filtri. Lenzuola macchiate abbandonate sul divano del salotto mostrano dove hanno cominciato prima della pausa caffè con la moka stretta sul fornello.