Romanaccia tettona in uniforme hardcore nel salotto
Il salotto ha le persiane di legno scrostate e la moka stretta sul fornello da venti minuti. Lei entra con l'uniforme delle pulizie addosso - gonna piegata ai fianchi, camicetta slacciata fino allo stomaco - capelli scuri sciolti sulla schiena sudata. I tacchi battono sul parquet consumato mentre si lascia cadere sul divano blu navy che cigola sotto il peso dei movimenti successivi. Gli orecchini a cerchio dorati oscillano quando inclina la testa all'indietro dopo aver preso il cazzo in bocca senza preliminari. La telecamera fissa è impostata su un obiettivo da 85mm aperto a f/2.8 che inchioda lo sguardo della mora mentre ingolla fino alla base e respira col naso dilatato come se fosse allenamento quotidiano - e forse lo è davvero visto che mercoledì non è giorno speciale ma routine consolidata tra una pausa WhatsApp e l'altra notifica messa in pausa sopra il tavolino insieme alle chiavi del Vespa e una rivista usata dal numero scorso ancora aperta su un articolo mai finito letto durante la pausa pranzo prima dell'incontro improvvisato nel mezzo della settimana lavorativa tipica del quartiere popolare romano dove nessuno giudica niente purché sia silenzioso abbastanza da non disturbare i vicini oltre i vetri opachi delle finestre vecchie ma ben chiuse ermeticamente per evitare occhi indiscreti anche se dentro tutto brucia lentamente come brace tenuta bassa apposta per far durare meglio la brace stessa senza fretta né vergogna né bisogno di fingere qualcosa che non c'è perché qui conta solo quanto spinge forte lui quando afferra i suoi seni grossi con entrambe le mani e tira verso il basso mentre lei geme col labbro inferiore gonfio già segnato dai denti trattenuti troppo tempo prima di mollare tutto dicendo basta adesso vai piano però continua così non fermarti mai anzi acceleriamo pure se regge ancora questo ritmo deciso preciso violentemente onesto che funziona perché lei sceglie il ritmo decide quando tornare indietro reclinarsi spingere urlare zittirsi subito dopo guardarsi intorno controllare porte serrature lucchetto chiuso bene perfetto via libera totale allora via col secondo round più duro del primo preso al volo senza sceneggiate ne convenevoli ne pause musicali ne cambi d'abito solo carne viva calda umida sporca vera ripresa con tre macchine fisse una mobile due audio separati uno stereo ambiente registrato coi microfoni ambientali posizionati strategicamente nei punti morti acustici del soffitto alto sei metri circa dove nessuno sente nulla tranne noi dentro questa stanza piccola piena zeppa di odori pesanti intensità purissima cruda diretta senza filtri né mediazioni né bugie narrative perché tanto qui tutti sanno già com'è fatto veramente un orgasmo vero uno che spacca le ossa lascia lividi sulla coscia destra dove lui ha premuto troppo forte ma va bene così anzi meglio così molto meglio proprio come piace a lei precisa brutale sincera autentica reale solida inchiodata ferrea stabile coerente lunga duratura resistente al confronto col mondo esterno là fuori oltre queste pareti screpolate dove domani sarà giovedì mattina prestissimo ed esisterà ancora questa energia immensa liberata oggi mercoledì pomeriggio quasi sera ormai spentasi lentamente come tutte le cose belle fatte bene fatte giuste fatte vere fatte proprie.