Napoletana sporca nel letto matrimoniale al primo pomeriggio.
Primo pomeriggio a Napoli centro. Persiane di legno semiabbassate lasciano entrare lame di sole orizzontali. Calze a rete color tabacco si arrotolano lentamente ai polsi mentre lei si sdraia sul bordo del letto matrimoniale. Il cellulare vibra sul comodino - notifica WhatsApp in pausa - ma non ci bada. Occhi fissi alla cinepresa frontale. Reggiseno nero slacciato da sé con un gesto secco. Seni liberi sotto la luce morbida diffusa da softbox a quarantacinque gradi. Mani che scendono tra cosce aperte senza fretta. Primo dito entra mentre il fonico chiede silenzio prima del battito successivo. Lei dirige l'angolazione con un cenno della nuca verso destra - segnale concordato per cambiare focus su inguine e ano stretto. Lubrificante a base d'acqua versato direttamente dalla provetta da due millilitri prevista nel set design. Ingresso anale confermato da gemito trattenuto. Spinta. Pelvica ascendente. Tre macchine fisse, una sul viso contratto, una sulla mano sinistra che afferra le lenzuola Bassetti stropicciate, terza su piede destro sollevato contro il muro screpolato dell'appartamento al secondo piano di vico San Biagio Vecchio. Sudore sulla clavicola sinistra quando lui emerge dal basso dopo aver pulito col palmo lo sperma residuo dall'ultima scena girata mezz'ora prima. Orecchini a cerchio dorati oscillano al ritmo delle spinte finali. Diffusione un quarto attivata automaticamente all'inizio del climax per evitare sovrapposizione audio. Finisce quando lei chiude gli occhi e batte due volte le palpebre - codice preaccordato per taglio immediato. Silenzio totale dopo il blocco numero otto.