Napoletana e milanese sotto la doccia insieme
Bagno di appartamento al secondo piano, piastrelle bianche con venature grigio ferro, luce naturale filtrata da persiane di legno semiabbassate. Una vestaglia color ottanio abbandonata sul bordo della doccia in vetro smerigliato, calze a rete appallottolate vicino al lavandino. La napoletana, capelli scuri sciolti, entra per prima, pelle d'oca sulle braccia, si slaccia la vestaglia con un gesto lento. La milanese la segue, occhi scuri fissi sul collo della compagna, mani che scivolano sulle spalle bagnate. Getto caldo aperto da dieci secondi, vapore che appanna lo specchio ovale. L'acqua cola tra i seni, lungo l'addome, sul pube rasato. Dita intrecciate, bocca sulla clavicola, un morso leggero. Lei sceglie il ritmo, guida la mano dell'altra tra le cosce. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni respiro spezzato. Angolazione ravvicinata con 85mm aperto a f/2.8, dettagli della pelle lucida, delle unghie che graffiano il muro. La milanese si inginocchia, lingua sulla figa, poi in piedi, schiena contro il getto, cazzo di lattice infilato con un colpo secco. Movimenti ampi, fianchi che sbattono, acqua che schizza fuori dalla cabina. Un cavo del caricabatterie penzola dal comodino in camera, visibile dalla porta aperta. Sudore, vapore, bassi attutiti dal muro. Moka sul fornello spento, notifica WhatsApp in pausa sul tavolo. Orecchini a cerchio dorati caduti nel lavandino. Lei chiama lo stop, ride, si morde il labbro. L'acqua continua a scorrere. Mattina presto. Niente parole. Solo respiro. Solo pelle. Solo caldo. Solo dentro. Solo adesso. Solo qui. Solo così. Solo ancora.