Mora romana domina trio nel salotto grigio
Il sole di domenica mattina filtra dalle tapparelle abbassate a metà disegnando strisce oblique sul parquet consumato del salotto. La mora italiana distesa sul divano grigio perla tiene gli orecchini a cerchio dorati anche mentre si sistema il perizoma nero sotto la coscia del primo uomo. Lui entra piano, spingendo con i fianchi contro il bordo del cuscino sfondato. Il secondo aspetta in piedi, mani sui jeans slacciati, occhi fissi sulla figa lucida che pulsa ogni volta che lei solleva un ginocchio. Macchina principale su treppiede davanti alla libreria vintage, lente 85mm aperto a f/2.8 incornicia il viso sudato di lei mentre morde il labbro inferiore e dice basta così al primo ragazzo - lui esce subito senza protestare. Il regista cambia angolo a metà ciak, seconda macchina dal basso riprende le dita dei piedi che si contraggono sul tessuto logoro del pouf beige. Il nuovo ingresso avviene da tergo mentre lei è ancora semi-sdraiata, braccia allungate oltre la testiera imbottita. Sudore sulla fronte, bassi attutiti dal muro divisorio dell'appartamento accanto dove qualcuno sta passando l'aspirapolvere. Lei sceglie il ritmo muovendo lentamente i fianchi verso chi la penetra ora - non ha fretta neanche quando sente arrivare lo sperma caldo sulla pancia dopo lo stacco improvviso del partner numero due che sborra fuori tenendosi il cazzo con entrambe le mani tremanti. Un'altra scarica parte subito dopo dentro di lei grazie al cambio rapido coordinato dalla sua stessa voce roca, daje mo'. La moka stretta sul fornello emette un sibilo acuto ma nessuno ci bada più ormai - solo silenzio rotto dai respiri profondi e dallo scricchiolio delle molle del divano sotto i colpi finali.