Mora napoletana scopata al tramonto in salotto
Io sento il calore del tramonto filtrare dalle persiane di legno scrostate mentre resto ferma contro l'infisso della finestra del salotto. Lui mi si avvicina da dietro e le sue mani mi stringono i fianchi nudi sotto la maglietta bagnata incollata alla pelle sudata. I suoi pollici sfiorano l'elastico del perizoma nero prima di abbassarlo lentamente lungo le cosce tornite. Mi tremano le dita quando appoggio i palmi al vetro opaco per tenere equilibrio mentre lo sento entrare da dietro con un colpo secco che mi fa gemere dentro la spalla sinistra. Sudore sulla nuca, fiato corto, bassi attutiti provenienti dall'appartamento accanto vibrano appena attraverso il muro sottile. La cinepresa fissa in quadro largo dal corridoio riprende tutto mentre io tengo il ritmo che decido io muovendomi all'indietro contro il suo cazzo duro fino a graffiarmi le ginocchia sul parquet consumato. Poi cambio posizione. Cado. Supina sul letto matrimoniale disfatto con lenzuola macchiate. Una. Chiave di casa abbandonata sul comodino blu navy vicino ai miei orecchini a cerchio dorati caduti poco prima. Lui si inginocchia tra le mie gambe larghe e affonda ancora più forte mentre l'obiettivo 85mm aperto a f/2.8 segue ogni spasmo dei muscoli interni che lo serrano come una morsa umida e calda intorno alla sua erezione pulsante piena fino all'estremo limite prima dello spruzzo denso che gli cola giù lungo lo scroto contratto dopo aver urlato senza voce guardandomi negli occhi fissando la mia bocca semiaperta dove sente ancora il sapore amaro del mio orgasmo precedente. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni ansito irregolare anche quando rallento io stessa la penetrazione per godermi meglio la pressione profonda dentro l'utero tesa come una corda tirata al massimo finché non esplodo in silenzio con solo un brivido lungo la schiena e un morso trattenuto sul labbro inferiore gonfio. Fine ciak.