Mora Milanese Sul Letto Sfatto Disperata
Secondo piano di un appartamento in zona Navigli. Parquet consumato sotto i talloni scalzi della mora milanese che si sistema sul letto sfatto dopo aver lasciato la vestaglia color salvia sulla sedia. Telecamere fisse puntate dal cavalletto vicino alla libreria Ikea piena di DVD impolverati e romanzi Mondadori tascabili. Il regista cambia angolo a metà ripresa quando lei solleva un ginocchio contro la testiera imbottita per aprirsi meglio al cazzo che entra fino in fondo senza esitazione. Ogni affondo produce uno schiocco secco tra pelvi unite da sudore, saliva colata dal mento dell'uomo sulla sua clavicola sinistra dove brilla un anello d'argento con incisa una V grezza. Lei sceglie il ritmo spingendo coi talloni contro le natiche maschili contratte sotto la pelle lucida illuminata dalla lampada da comodino con paralume blu polvere spenta ma riflettente la luce laterale del softbox a quarantacinque gradi rispetto all'asse longitudinale del letto matrimoniale coperto da lenzuola Bassetti spaiate macchiate d'inchiostro all'angolo destro vicino al cuscino su cui giace abbandonato il telecomando della TV ancora acceso sul canale Mediaset Premium col volume muto ma immagine visibile attraverso lo specchio antico appeso alla parete opposta alla finestra socchiusa dalle persiane di legno scrostate dal sole estivo precedente. Lavaier nascosto sotto il seno sinistro registra ogni respiro accelerato mentre lui ansima parole sporche in milanese stretto mescolate a imprecazioni romane urlate senza filtro perché preso al primo ciak dall'intensità dello sguardo fisso negli occhi della partner che annuisce prima dell'orgasmo vero e proprio accompagnato da una serie di spasmi profondi delle cosce intorno ai fianchi dell'uomo che sborra dentro con tre colpi finali decisi registrati in primo piano ravvicinato con obiettivo 85mm aperto a f/28 mantenendo sempre fuoco sugli zigomi tirati della donna mentre muove le labbra come per dire qualcosa mai udito neanche col playback sincronizzato successivamente.