Mora milanese scopata nel salotto avorio

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Martedì pomeriggio nell'appartamento al secondo piano con parquet consumato. Persiane. Di legno socchiuse. La mora italiana entra dal portone con gli orecchini a cerchio dorati che oscillano a ogni passo deciso. Appoggia la borsa sulla credenza rotta e si sfila le ballerine nere senza guardare verso la telecamera fissa posizionata sopra lo scaffale dei libri polverosi - tre ciak totali ma solo l'ultimo regge per via della luce naturale che taglia diagonale tra le lamelle delle persiane alle diciassette e ventidue precise. Indossa calze 70 denari filate lungo la coscia destra dove una smagliatura sottile tradisce i movimenti bruschi precedenti. Il milanese arriva dal corridoio con addosso solo boxer grigi e mani aperte come per dire 'adesso'. Lei non risponde ma abbassa lo sguardo sul suo cazzo già mezzo duro e annuisce una volta sola. Il contatto parte da un bacio secco sulla bocca poi scivola giù lungo il collo mentre lui le sgancia il reggiseno viola da dietro. La cinepresa secondaria riprende tutto in ottica grandangolare dal pavimento accanto allo stereo spento. Sudore sulla clavicola sinistra quando viene piegata contro il muro freddo del salotto. Ogni gemito registrato col lavalier nascosto sotto il reggiseno malgrado la scarsa aderenza dovuta all'umidità crescente tra i seni. Spinta forte dentro figa stretta dopo averle tirato indietro i capelli scuri sciolti fino a farla sbilanciare sui talloni. Transizione al tappeto beige macchiato vicino alla libreria Ikea storta dove finiscono in ginocchio uno di fronte all'altra senza smettere di scopare faccia a culo rovesciato. Lei sceglie il ritmo muovendosi all'indietro ogni volta che vuole più profondità, segnala cambiando angolo dell'anca destra o bloccando respiro per due secondi esatti prima del climax silenzioso registrato in slow motion col cellulare appoggiato sul bordo della moka stretta sul fornello acceso da dieci minuti ma mai versata perché nessuno dei due ha tempo né voglia di bere caffè martedì pomeriggio mentre lo scooter sotto le finestre fa partire l'allarme automaticamente alle diciassette e quarantacinque precise causando un black out audio nei primissimi frame del finale però recuperato subito grazie al backup esterno collegato tramite cavo micro-USB arrotolato attorno alla bottiglia d'acqua mezza piena lasciata accidentalmente fuori campo sinistro poco prima dell'inizio delle riprese vere e proprie.