Mora italiana romana in soggiorno con perizoma nero
Divano ecru in tessuto liscio sotto la luce del mezzogiorno filtrata dalle persiane di legno scrostate. La mora italiana distesa sulla schiena, capelli corvini sciolti come inchiostro fresco lungo i bordi del cuscino. Perizoma nero tirato da parte, dita dei piedi arricciati sul bracciolo imbottito. Lui inginocchiato tra le cosce aperte, mani ferme sui fianchi mentre entra piano dopo il primo ciak. Sudore sulla fronte di entrambi già a metà scena. Il fonico chiede silenzio prima del battito seguente. Angolazione ravvicinata con obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che taglia fuori tutto tranne bocca e clitoride gonfio sotto pressione delle dita di lui. Carte da gioco sparse sul tavolino basso accanto a un bicchiere mezzo pieno di acqua tiepida. Ora di pranzo segnata dalla sveglia analogica sopra la libreria mal assortita. Lei sceglie il ritmo spingendo i fianchi verso l'alto ogni volta che vuole più profondità. Movimento sincronizzato fino al cambio posizione, lui si stende sopra, seni schiacciati contro la maglietta bagnata aderente al petto muscoloso. Missionario serrato con respiro corto e denti affondati nel labbro inferiore di lei per non urlare troppo forte attraverso il muro sottile dell'appartamento milanese al secondo piano. Un cambio d'abito abbandonato vicino alla porta socchiusa del bagno dove si vede lo specchio appannato da poco uso precedente alla ripresa vera e propria. Creampie deciso senza uscire subito dopo lo sborro caldo dentro mentre lei tiene le gambe sollevate per farlo restare tutto dentro. Silenzio improvviso rotto solo dal gorgoglio della moka stretta sul fornello acceso in cucina. Calze a rete lasciate arrotolate intorno alle caviglie, smalto rosso scheggiato sull'alluce sinistro. Nessuno dei due parla quando finisce. Solo occhi fissi nei vetri opachi delle finestre semiaperte verso il cortile interno dove qualcuno ride in dialetto napoletano distorto dai bassi della musica ancora attiva su uno smartphone appoggiato vicino ai preservativi usati. Lei chiude gli occhi lentamente come se decidesse quando fermare davvero tutto. Tre telecamere fisse registravano ma solo una ha preso ogni fotogramma utile.