Milanese casalinga scopata vigorosa dopo pranzo
Io mi piego avanti cercando l'angolo giusto per prenderlo tutto in bocca. Il suo cazzo pulsa contro la mia lingua mentre sento il sapore metallico della saliva mista al lubrificante a base d'acqua. Le mie labbra si aprono fino allo spasmo, lui tiene saldo i capelli scuri sciolti. Guida. Appena ma non comanda. Io decido il ritmo e lo faccio sapere stringendo più forte alla base. Sento il calore salirle lungo la schiena nuda sotto la vestaglia color salvia lasciata aperta. Fuori è ora di pranzo ma le persiane di legno sono chiuse a metà, solo una striscia di sole taglia il parquet consumato illuminando l'asciugamano umido abbandonato per terra vicino al tappeto. La cinepresa fissa in 1080p usa un obiettivo da 85mm aperto a f/2.8 per cogliere ogni micro-espressione mentre passiamo al divano sfondato del salotto. Mi sdraio sulla pancia. Sollevo. I fianchi, offrendomi senza bisogno di parole. Lui entra da dietro con un colpo secco che mi fa sbattere i denti. Sudore sulla fronte, fiato corto, brividi quando mi morde una natica prima della seconda penetrazione più lenta ma profonda fino ai testicoli contro il clitoride gonfio. Il suono dei nostri corpi che impattano riempie la stanza insieme al basso attutito dalla parete condominiale dove qualcuno ha acceso Radio Deejay alle due del pomeriggio precisamente come sempre qui a Lambrate vecchia Milano. Lei firma il rilascio davanti alla telecamera dopo aver detto 'questa va'. Un ultimo affondo poi lui si tira fuori e sborra bianco denso sopra i capezzoli già duri dal freddo dell'aria condizionata rotta da giorni. Io resto ferma sentendo lo sperma colarmi tra le pieghe del seno sinistro fin quasi al capezzolo destro mentre la moka stretta sul fornello finalmente fischiava annunciando un caffè mai bevuto.