Capelli neri calze a rete cavalcata in salotto

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Le mie mani tremano appena tocco il vetro della finestra. Fuori, il martedì pomeriggio brucia sulle persiane di legno scrostate. Io scelgo il ritmo, lo sento dietro di me, caldo tra le scapole. Le calze a rete 70 denari scivolano sul parquet consumato, ma resto ferma. Lui mi prende per i fianchi, io inarco la schiena. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni respiro. Il telefono in carica sull'armadio lampeggia verde bottiglia, nessuno lo guarda. Mi solleva, mi sposta in salotto. Il divano cigola quando mi siedo su di lui. Calore umido tra le cosce, il suo cazzo spinge dentro senza fretta. I miei capelli neri coprono il viso, lui li scosta con un dito. Ogni spinta è un brivido lungo la spina dorsale. Sudore sulla nuca, sul collo, tra i seni. Le mie dita affondano nei suoi avambracci. Lui alza il bacino, io mi abbasso con forza. Il rumore della pelle che sbatte, il respiro rotto. Il piede nudo cerca appoggio sul tappeto sottile. Un gemito esce, breve, strozzato. Nessuno parla. Solo il ritmo che cresce, i muscoli che tremano. Le mie unghie graffiano la sua spalla. Lui stringe più forte, io non mi fermo. Il piacere sale lento, poi esplode senza rumore. Resto seduta, immobile. Il suo fiato caldo sul collo. Il silenzio riempie la stanza. Fuori, un clacson suona lontano. Io chiudo gli occhi. Il mondo è altrove. Il mio corpo sa cosa voleva. E l'ha preso. Fine primo ciak. Nessun segnale. Solo respiro. Solo calma. Solo carne viva. Solo adesso. Solo qui. Solo io. Solo lui. Solo noi. Solo questo. Solo dopo. Solo prima. Solo dentro. Solo fuori. Solo sotto. Solo sopra. Solo insieme. Solo separati. Solo uniti. Solo finito. Solo iniziato. Solo reale. Solo vero. Solo adesso.