Vicina infermiera sposata venerdì sera corridoio

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Appartamento al terzo piano con infissi scrostati, luci accese sul terrazzino. La vicina apre la porta con la vestaglia color verde bottiglia mezza sbottonata sopra l'uniforme da infermiera stropicciata. Ha i capelli raccolti male e gli occhi stanchi di chi ha finito il turno tardi ma non vuole dormire. Dice solo un nome senza pronunciarlo mentre lo fa entrare col mazzo di chiavi ancora in mano. Il pavimento di piastrelle fredde sotto i piedi scalzi quando lo guida nel corridoio stretto tra la cucina e la camera matrimoniale. Si appoggia al muro con una spalla mentre si sfila le calze 70 denari lentamente senza distogliere lo sguardo. Lui si inginocchia davanti a lei dopo averle abbassato il perizoma nero lungo le cosce sudate. La bocca si chiude intorno al cazzo duro che pulsa già fuori dai boxer grigi logori dal lavoro notturno precedente. Succhia forte sentendo l'odore dell'ospedale mescolarsi alla sua pelle calda sotto l'ascella sinistra dove la camiciola è risalita troppo su durante il movimento rapido delle mani tra i capelli umidi dietro la nuca. Un gemito strozzato esce dalla gola quando lui aumenta pressione col palmo destro sulla figa gonfia attraverso stoffa bagnata prima di strapparla via. Poi entra dentro senza fretta ma neanche dolcezza vera perché sa che lei preferisce così. Movimenti larghi coi fianchi che sbattono contro il bordo del mobiletto dell'ingresso facendo tremare un bicchiere mezzo pieno d'acqua lasciato lì ore prima insieme alla notifica WhatsApp in pausa sul display spento del telefono posato sopra. Sudore sulla fronte fredda della donna mentre annuisce col mento verso l'alto indicando che vuole più profondo. Lui obbedisce cambiando angolazione leggermente verso destra aprendole le gambe maggiormente con una presa ferma sui polpacci contratti. Tre minuti netti passano prima dello sborrone diretto dentro causando un singultò respiratorio seguito da silenzio rotto solo dal frigo che parte automaticamente nell'altra stanza. Il fonico chiede silenzio prima del battito registrando ogni respiro pesante post-coito trattenuto malamente dalle labbra screpolate della donna ancora aggrappata alla parete dipinta male anni fa dal proprietario vecchio. Lei sceglie il ritmo muovendosi avanti fino all'ultimo spasmo finale poi lascia ricadere tutto peso addosso a lui esausto senza parlare né guardarlo negli occhi subito dopo.