Segretaria domenica mattina figa gonfia cazzo duro

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Domenica mattina presto luce grigia filtra dalle persiane di legno scrostate del secondo piano. Lei entra scalza dopo aver parcheggiato la Vespa sotto le finestre del palazzo anni Settanta. Mantiene ancora la giacca della divisa da segretaria addosso mentre appoggia le chiavi accanto al posacenere di vetro pieno sulla mensola dell'ingresso. Il trench beige panna cade a terra insieme alle calze a rete nere tenute su da un reggicalze borchiato. Sotto indossa un perizoma in pizzo macramé nero e un reggiseno coordinato che sbottona lentamente prima di entrare nel salotto semibuio. Lui è seduto sul divano in pelle scura già nudo tranne che per gli orecchini a cerchio dorati e lo smalto rosso scheggiato sulle dita dei piedi. Lei si inginocchia senza fretta tra le sue gambe aperte. Prende. Il cazzo duro in bocca con movimenti profondi. Calcolati. Mentre la cinepresa fissa tutto con un obiettivo 85mm aperto a f/2.8 dal cavalletto vicino alla libreria piena di volumi disordinati. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni suzione umida ogni gemito strozzato ogni colpo secco della testa avanti e indietro lungo il cazzo gonfio fino ai coglioni pieni pronti a sborrare ma lei non concede ancora lo stop lo decide solo quando vuole perché è lei che sceglie il ritmo ed è chiaro dal modo in cui allontana la bocca lucida di saliva per girarsi e piegarsi sul tavolino basso di vetro offrendogli il culo rotondo coperto solo dal triangolo stretto del perizoma strappato via con due dita prima che lui affondi dentro senza esitazione martellando forte veloce sudore sulla fronte mani ferree sui fianchi mentre fuori una notifica WhatsApp rimane in pausa sullo schermo del telefono spento appoggiato vicino alla moka stretta sul fornello acceso da venti minuti ormai bruciata ma nessuno ci pensa più nemmeno quando lui viene dentro due tre quattro spruzzi caldi lungo le pareti interne della figa mentre lei ansima col viso premuto contro il vetro freddo del tavolo respirando piano piano piano.