Matrigna domina letto ora pranzo calze rete
L'appartamento è immerso nella luce opaca dell'ora di pranzo - grigio perla sui muri, lenzuola Bassetti spaiate mezzo cadute dal materasso. Lei siede sul bordo del letto matrimoniale con le calze a rete ben tese fino alle cosce, piedi scalzi che affondano nella moquette scura. Lui si inginocchia senza fretta davanti a lei mentre il fonico chiede silenzio prima del battito sonoro della pelle che sbatte contro pelle. La diffusione 1/4 sul primo piano ammorbidisce i lineamenti ma non nasconde la tensione negli occhi quando lo prende in bocca fino in fondo - un pompino lungo e preciso senza pause né esitazioni. Le mani di lui cercano appoggio sulla caviglia sinistra ma è lei che sceglie il ritmo - nessun segnale di respiro corto o voce rotta solo movimenti secchi e calcolati verso il centro dell'immagine. Si gira carponi dopo un cenno del mento verso il basso - vestaglia color salvia abbandonata sulla sedia vicino alla finestra socchiusa da cui entra il rumore delle persiane mosse dal vento leggero tra i balconi interni del condominio romano al secondo piano senza ascensore né vista mare né turisti né romanticismi vari solo realtà urbana vera e sporca come piace ai registi seri che lavorano con tre macchine fisse una sul comodino una puntata allo specchio appoggiato al muro opposto una tenuta bassa per seguire le ginocchia che scivolano avanti indietro durante la penetrazione da dietro profonda e regolare finché non sborra fuori con un gemito strozzato mentre lei resta ferma poi si volta lentamente mostrando lo smalto rosso scheggiato sull'anulare sinistro prima di accendersi una sigaretta senza parlare.