Insegnante esperta in salotto con due giovani
Casa di mezza età, pavimento in cotto freddo sotto i talloni scalzi. L'orologio segna l'ora di pranzo ma nessuno mangia. Sul tavolino basso accanto al divano - velluto rosa antico - un mazzo di carte da gioco aperto a ventaglio tra scontrini e una tazza sporca di caffè. La mora dell'appartamento ha lasciato la gonna piegata sulla sedia dell'ingresso, camicetta bianca abbottonata male appesa allo stipite della porta del bagno. Dalla doccia arriva ancora vapore tiepido che sfuma lo specchio ovale incrinato sopra il lavabo. Lei adesso è sdraiata sul fianco sinistro sul divano imbottito, gambe aperte oltre il bordo come indicato dal ragazzo più alto che tiene i polsi incrociati sulla nuca della donna con pressione controllata ma decisa. Il secondo giovane lecca lentamente dal collo fino al seno destro mentre infila due dita dentro la figa già bagnata senza fretta né esitazione. Ogni tanto lei guida col bacino, anticipando i colpi. Luce naturale tagliata dalle persiane semiabbassate, rinforzata da un softbox a 45 gradi puntato dal corridoio. Un lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni gemito soffocato quando lui sbatte forte contro le natiche tonde. Lei sceglie il ritmo allargando ancora le cosce, sollevando un piede nudo verso la parete per cambiare angolo. Odore di sapone alla camomilla mescolato a sudore fresco e lubrificante a base d'acqua versato accidentalmente sul bracciolo. Calze a rete strappate lungo la coscia destra, orecchini a cerchio dorati che oscillano ogni volta che gira la testa indietro verso chi la fotografa dall'alto con macchina fissa su treppiede vicino alla libreria piena di manuali scolastici usati. La moka stretta sul fornello continua a gorgogliare piano in cucina vuota.