Casalinga dominante in vestaglia panna a mezzogiorno
Camera matrimoniale al primo piano, tende chiuse ma luce di mezzogiorno filtra tra le stecche delle persiane di legno scrostate. Una vestaglia color panna giace aperta sulla trapunta, maniche larghe, tessuto leggero che scivola dalle spalle senza sforzo. Le calze 70 denari vengono arrotolate giù lentamente lungo le cosce, dita che stringono la rete sottile prima di lasciarla cadere sul pavimento di cotto freddo. Il telefono vibra sul comodino - notifica WhatsApp in pausa - ma non viene toccato. Lei si sistema sui talloni nudi, ginocchia larghe sulle lenzuola Bassetti spaiate, una macchia d'acqua secca vicino al centro del tessuto chiaro. Lui entra senza bussare ma aspetta in piedi finché non riceve il cenno col mento. Si inginocchia davanti al letto mentre lei afferra il suo collo e lo tira verso la figa già bagnata sotto il perizoma nero strappato via con un gesto secco della mano sinistra - smalto rosso scheggiato sull'anulare destro - e gettato oltre il materasso come niente fosse importante quanto adesso qui dentro questa stanza dove l'aria sa di pulito misto a sudore vecchio e profumo da supermercato svanito troppo presto nella giornata che ormai è ora di pranzo e nessuno mangia mai davvero quando tutto gira intorno a questo cazzo duro premuto contro la sua coscia interna mentre lo cavalca a ritmo deciso tenendo i fianchi bassi per sentirlo più dentro ogni volta che sbatte su quel culo pieno che trema appena quando lui prova ad accelerare ma non può perché è lei che sceglie il ritmo e lo ferma con una pressione alla gola quando esagera due telecamere fisse una dal soffitto angolata sullo specchio incrinato sopra la testiera una seconda nascosta nel comò dove riposa un caricabatterie USB staccato dal muro mentre fuori dalla finestra uno scooter passa veloce e fa tremare i vetri sporchi del bagno dove qualcuno ha lasciato l'acqua aperta solo un filo un rivolo continuo nell'eco della vasca vuota.