Pawg bordeaux sotto la doccia con specchio
Bagno di un appartamento al secondo piano, specchio inclinato fissato al muro, luce laterale che scolpisce i fianchi della mora. Indossa un perizoma bordeaux, calze a rete, orecchini a cerchio dorati. Il vetro della doccia appannato, vapore che sale lento. Lei si gira, guarda la telecamera, si morde il labbro. Lui entra, cazzo in mano, lo appoggia sulla natica sinistra. Lei non si ritrae. Spinge indietro, lo inchioda contro il muro. Il fonico chiede silenzio prima del battito. Sudore sulla fronte, mani che scivolano lungo la schiena, dita che afferrano il bordo del lavandino. Pecorina lenta, prima in piedi, poi piegata sulle piastrelle fredde. Il perizoma tirato da parte, figa aperta, lui entra senza fretta. Ogni spinta tira fuori un gemito strozzato. Lei sceglie il ritmo, alza il culo, lo spinge contro di lui. Transizione sotto la doccia, getto caldo che colpisce la schiena, acqua che scivola tra le natiche. Lui la tiene per i fianchi, spinge forte, sbatte il bacino contro di lei. Lei ansima, mani sul vetro, impronte che si formano, svaniscono. Diffusione 1/4 sul primo piano, inquadratura stretta sul collo, sulla gola che si contrae. Ventilatore acceso a velocità due, rumore di fondo che copre il respiro affannato. Notifica WhatsApp in pausa sul comodino, nome 'Marco' illuminato. Alba che filtra dalle persiane, luce grigia sul pavimento. Lei viene con un sussulto, stringe i denti, non urla. Lui sborra dentro, si ferma, resta inchiodato. Silenzio, solo il rumore dell'acqua, del ventilatore. Lei si gira, si appoggia al muro, chiude gli occhi. Fine take. Preso al primo ciak.