Culo grosso pecorina albergo tardo pomeriggio

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La vestaglia color salvia finisce sul pavimento accanto al letto matrimoniale. Il primo piano col teleobiettivo inchioda la piega tra natica, coscia mentre lui spinge forte da dietro. Lei tiene gli occhi aperti fissando lo specchio appannato in bagno oltre la porta socchiusa. Un cambio d'abito abbandonato sulla sedia testimonia il passaggio rapido dalla hall alla stanza. Tre macchine fisse registrano ogni oscillazione del corpo sotto la luce laterale che scolpisce i muscoli della schiena. Il secondo take è quello buono perché regge meglio l'intensità del movimento senza tagli improvvisi. Le mani di lui afferrano i fianchi con presa ferma ma non violenta mentre accelera il ritmo dei colpi contro il culo gonfio. La pelle sudata riflette il chiarore bordeaux delle tende pesanti chiuse per bloccare il sole del tardo pomeriggio. Il respiro spezzato si sincronizza con lo scricchiolio delle molle del letto sfondato al centro. Le dita di lei cercano la figa bagnata sotto. Cominciano. A stimolarsi in circolo veloce mentre viene penetrata fino in fondo. Il suono umido dei corpi che sbattono insieme arriva pulito grazie al microfono lavalier nascosto sotto il cuscino vicino alla testiera. Una bottiglia d'acqua mezza vuota vibra leggermente sul comodino ad ogni spinta decisa dei fianchi maschili. Lui rallenta quando vede che sta per venire ma non esce subito perché vuole sentirsi stringere tutto fino all'ultimo spasmo interno. Lei sceglie il ritmo muovendosi all'indietro verso di lui invece che aspettare l'impatto frontale come nei primi minuti della scena principale girata col Canon C70 dotato di obiettivo 85mm aperto a f/2.8.