Doccia calda olio scivoloso culone sudato
doccia accesa da trenta secondi vapore si appiccica ai vetri opachi luce laterale filtra dalla finestra semiaperta colpi d'aria tiepida contro la tenda bagnata lei entra con passo largo piedi scalzi sulla piastrella fredda ciabatte di gomma fuori posto vicino al lavandino bottiglia d'olio extravergine rovesciata sul bordo il getto le batte tra le scapole cola giù lungo la schiena larga fino alle pieghe profonde dei glutei tondi lui compare dal vapore mani aperte sulle anche pollici che premono all'interno delle ossa iliache olio dorato versato a cascata sulla pelle lucida due dita scendono nel solco stretto tra le natiche massaggiando in cerchio lentamente lei piega un ginocchio respiro corto labbra dischiuse occhi chiusi lui spinge avanti il bacino turgore evidente sotto i boxer bagnati stoffa aderente calda sfregamento umido contro la carne soda palpeggia i globi carnosi mentre l'acqua scorre densa lungo le cosce pelose diffusione 1/4 sul primo piano illumina il contorno oleoso delle natiche gonfie camera fissa a settanta centimetri dal pavimento ripresa dal basso ingrandisce l'infilata precisa da dietro ginocchia molli spalle al muro lei sceglie il ritmo muove i fianchi all'indietro incontro al cazzo duro che sprofonda senza fretta chiavi della Vespa sul tavolo vibrano leggere colpi di clacson in strada odore di basilico e amaro Passito nell'aria è ora dell'aperitivo sudore misto a sapone neutro cola dai capezzoli alla piega del culo pieno moviola rallentata su ogni vibrazione muscolare tremore nelle gambe tensione nei tendini rumore bianco dello scarico fondo musica trap distorta attraverso il muro boom microfono sopra la cabina regista grida stop take due taglia dopo lo sborrone finale.