Grossi culi nello specchio della doccia aperta

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Alba appena rotta oltre le persiane di legno scrostate. Bagno illuminato da neon giallo sopra lo specchio inclinato che riflette la figura della mora mentre si sfila la maglietta bagnata dalla fronte sudata. Calze a rete bordeaux tirate giù fino alle ginocchia sinistra dove restano impigliate tra scarpa da ginnastica. Caviglia. Sporca d'acqua mista al sapone versato dal dispenser rotto sul pavimento piastrellato grigio chiaro con fughe annerite dal tempo e calcare accumulato nei bordi inferiori delle pareti rivestite fino a mezza altezza. Il fonico chiede silenzio prima del battito ma nessuno risponde perché il respiro pesante copre ogni altro suono tranne il gocciolio intermittente della rubinetto difettoso accanto alla cabina doccia aperta senza tenda né box ermetico dove i corpi aderiscono uno all'altro senza soluzione di continuità tra schiena femminile curva verso avanti e torace maschile premuto addosso come ventosa umana alimentata dal vapore che sale dai piedi scalzi poggiati su tappetino antiscivolo logoro con bordi sfilacciati color vinaccia ormai spento dal lavaggio ripetuto settimana dopo settimana nello stesso appartamento milanese di seconda periferia dove nessuno protesta per i rumori notturni o mattutini quando qualcosa cade o stride troppo forte durante certe ore irregolari registrate dalle tre telecamere fisse puntate su zone strategiche definite insieme alla donna stessa che sceglie il ritmo fin dall'inizio indicando col palmo destro l'angolazione preferita per il primo piano ravvicinato dello specchio deformante leggermente l'immagine dei glutei massicci illuminati lateralmente da softbox posizionato fuori campo ma filtrato attraverso diffusione 1/4 sul primo piano che rende porosa la pelle lucida sotto getto incandescente mentre lui afferra polsi sottili costringendoli lungo linea dorsale superiore bloccandoli temporaneamente prima del rilascio spontaneo richiesto con un cenno quasi impercettibile del collo piegato verso destra occhi socchiusi labbra disfatte dentatura stretta morsicata internamente per contenere gemiti soffocati emessi solo quando penetrazione profonda coincide col picco termico dell'acqua surriscaldata improvvisamente liberata dal boiler rumoroso acceso poco prima chiave di casa abbandonata sul comodino vicino carica batterie USB collegato tramite cavo arrotolato malamente intorno presa multipla zeppa altri dispositivi spenti mai toccati durante tutto girato preso al secondo ciak senza bisogno ulteriore correzione tecnica regia soddisfatta risultati immediatamente validati visione monitor controllo qualità finale approvazione silenziosa reciproca fine riprese.