Grossi culi nella doccia vapore condensa
Io sento il getto caldo sulla schiena mentre mi piego in avanti contro le piastrelle fredde. Il vapore appanna lo specchio inclinato sopra la vasca. Lui mi tiene per i fianchi larghi, le dita affondate nella carne soda del culo. La sua erezione preme tra le natiche, sfrega lentamente senza ancora entrare. Dietro di me sento il respiro corto dell'uomo, davanti vedo la seconda donna inginocchiarsi sul tappetino bagnato, vestaglia color salvia aperta sul petto grosso. Lei allunga una mano verso la mia figa, dita che scivolano dentro senza fretta. Io muovo i fianchi da sola, decido l'angolo giusto per farmelo entrare tutto. Il rumore dell'acqua copre quasi i gemiti brevi che mi escono dalla gola quando lui finalmente spinge dentro. Fuori dalla cabina c'è un ventilatore acceso a velocità due, aria tiepida che mescola umidità, odore di sudore femminile misto a sapone neutro. La cinepresa è ferma su un treppiede nell'angolo opposto al box doccia, obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che taglia fuoco dopo il primo minuto. Lui rallenta quando vedo la ragazza con gli orecchini d'oro chinarsi verso il mio cazzo pulsante dentro la bocca stretta. Mi lascio andare indietro piano, seduta sui talloni, gambe larghe mentre entrambi lavorano su di me da parti opposte. Un filo di saliva cola dal labbro inferiore della mora fino al mio monte pubico rasato netto. Le luci sono basse ma non spente del tutto, riflessi giallastri delle lampadine vecchie rimbalzano sulle pareti rivestite fino a metà altezza. Sento ogni millimetro del suo cazzo gonfiarsi prima dello spruzzo finale sulla pancia e sui seni pesanti appoggiati al bordo della vasca vuota dove ci siamo spostati negli ultimi secondi della sequenza lunga ventisette minuti presa al primo ciak col lavalier nascosto sotto il reggiseno bucato dall'interno sinistro.