Grosse natiche oliate sotto lucernaletta tortora

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Un bicchiere di Negroamaro lasciato sul tavolino accanto alle chiavi della Vespa e un paio di calze a rete arrotolate vicino al termosifone spento. La vestaglia color tortora è caduta tra i cuscini del divano sfondato mentre lei si china in avanti appoggiando i gomiti sulla tela logora. Olio d'oliva scorre dalla bottiglia aperta lungo la colonna vertebrale fino al solco profondo tra i glutei larghi e sodi che oscillano appena al primo contatto delle mani di lui. Il fonico chiede silenzio prima del battito ma nessuno risponde perché ormai sono già dentro il ritmo vero. Lui spinge forte da dietro tenendola ferma per le anche larghe mentre lei sceglie il ritmo muovendo indietro il bacino ogni volta che sente il glande premere contro l'ingresso stretto del buco posteriore lubrificato male ma bene abbastanza da far scivolare via ogni resistenza dopo tre tentativi secchi. Diffusione 1/4 sul primo piano illumina la peluria pubica bionda tagliata corta e le labbra gonfie della figa semiaperta quando si gira per metà mostrando un capezzolo duro sotto la luce laterale che scolpisce gli addominali contratti nell'ultimo push frontale dove lui viene fuori dal culo e entra nella fica senza cambiare angolo né respirazione rallentata né pause melodrammatiche semplicemente sborra dentro con due colpi finali lunghi mentre lo specchio inclinato riflette l'espressione vuota dei suoi occhi fissi sui propri muscoli delle braccia tesi come corde prima dello stop. Venerdì sera finisce così. Nessun applauso. Solo odore acre misto a vino rosso versato accidentalmente sulla moquette. Tre macchine fisse registrano tutto senza bisogno di riprese aggiuntive.