Culo grosso unto sotto specchio inclinado

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Appartamento al terzo piano affacciato su cortile interno illuminato dal sole del tardo pomeriggio che filtra attraverso persiane di legno scrostate. Camera da letto trasformata in set improvvisato con luci portatili montate su stativi cromati e softbox a quarantacinque gradi per modellare l'ombra lungo la colonna vertebrale della mora. Lei nuda tranne un perizoma nero tirato lateralmente e orecchini a cerchio dorati che oscillano ogni volta che muove la testa verso lo specchio inclinato dove si guarda mentre versa olio ottanio sulla schiena concava tra le scapole sporgenti sotto la pelle lucida. Il fonico chiede silenzio prima del battito delle onde sonore profonde che accompagnano ogni affondo deciso dell'uomo alle sue spalle muscoloso e rasato ai lati del cranio con addosso soltanto boxer sportivi abbassati ai polpacci pelosi sudati dalla pressione dei movimenti circolari lenti ma intensi dentro il buco stretto della figa fradicia ormai dilatata dalle ripetute penetrazioni precedenti registrate fuori campo durante le prove tecniche fatte mezz'ora prima quando lei ha firmato il modulo di rilascio davanti alla telecamera secondaria posizionata sopra il mobile basso laccato bianco accanto al vinile fermo sul giradischi dopo aver saltellato due volte sulla canzone jazz ambient selezionata come colonna sonora provvisoria mai completata perché troppo distante dall'energia cruda richiesta dal regista che preferisce rumori organici rispetto alla musica prodotta artificialmente così hanno spento gli speaker incassati nel soffitto e lasciato solo microfoni direzionali puntati sui corpi ansimanti uno contro l'altro nell'aria pesante carica di odore acre misto a essenza tropicale dell'olio caldo massaggiato nei punti nevralgici erogeni intorno all'ano pulsante e ai capezzoli durissimi sfregati accidentalmente contro il bordo freddo dello specchio appannandolo progressivamente fino a renderne opaca la superficie riflettente dove però si intravede ancora il riflesso distorto delle chiappe enormemente gonfie e arrossate dallo sfregamento prolungato sotto angolatura ravvicinata presa con obiettivo fisheye montato su cavalletto bassissimo poggiato sul pavimento di piastrelle antiche ricoperte parzialmente da un tappeto orientale logoro macchiucce sparse qua e là visibili solo se zoomiamo oltre i confini dell'inquadratura principale gestita da operatore esperto concentratissimo sull'espressione contratta del volto femminile illuminata lateralmente dalla lampada LED dimmerabile impostata al sessanta percento massimo per mantenere contrasto alto senza bruciare i dettagli delle labbra inferiori estremamente tumefatte gonfie quasi quanto i seni pienotti ballonzolanti liberi dai supporti elastici strappati via durante primo round violentissimo finito costringendola inginocchiarsi spontaneamente per succhiarglielo fino all'eiaculazione copiosa esplosa direttamente nella bocca semiaperta senza preavviso né segnali convenuti anticipatori semplicemente lui ha urlacazzo sto sborrandoe subito dopo lei ha deglutito tutto pulendosi le labbra sporche col dorso della mano sinistra mentre annuiva soddisfatta indicando col mento lo stesso punto dello specchio dicendo ad alta voce questa va bene riprendila cosí cosí hanno resettatola posizione originale tornando alla postura eretta frontale riflesso compreso rotazione lieve bustopermettere visione completa gluteidistesioliatisudaticisiunitifinché non è arrivatalasecondasborradachehaformatounafilmdi liquido denso trasparentelungoil solcodesideriodelfiancodestroscomparsonella piegadelgluteomaggioredoveancorasipercepisceiltoccofreddodelvetroresiduocontattoinizialeprima chemanipossentearrivarci.