Vestaglia bordeaux e culone yoga davanti allo specchio

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Bokeh dolce sull'arredo. Ciak diciannove buono al secondo ciak. Macchina principale ferma su cavalletto basso all'altezza delle ginocchia lei distesa sul letto matrimoniale con lenzuola di cotone Bassetti spaiate. Una. Vestaglia bordeaux abbandonata ai piedi della struttura in ferro battuto. Luce laterale che scolpisce dai vetri opachi del bagno adiacente filtrata da diffusione 1/4 per attenuare i riflessi sullo specchio inclinato a quarantacinque gradi rispetto al materasso. Primo piano morbido con lente 85mm aperto a f/2.8 fuoco secco sulla clitoride gonfia mentre le dita scorrono lente tra grandi labbra lucide di lubrificante a base d'acqua trasparente odoroso di vaniglia sintetica. Lei sceglie il ritmo muovendo i fianchi verso l'alto ogni volta che il medio affonda più del previsto incuneandosi tra pieghe umide. Turgide. Come carne cruda sotto sale. Seconda macchina Steadicam manovrata dal grip sinistra del letto cattura OTS dalla schiena nuda sudata contro federa sgualcita dove un orecchino a cerchio dorato rotola via dopo lo stacco brusco dei capelli tirati all'improvviso dal regista che cambia angolo a metà senza avvisare ma lei continua senza protestare anzi guida la pressione aumentando la curva della schiena fino quasi al bordo del materasso ortopedico prescritto dal medico due mesi fa come annotato nel foglio firmato prima dell'inizio delle riprese sole sabato sera tardi quando tutte le altre stanze dell'albergo erano vuote tranne quella accanto dove una notifica WhatsApp rimane in pausa sul display spento di un telefono appoggiato sopra chiavi della Vespa visibili dalla finestra semiaperta da cui filtra il rumore intermittente dello scooter sotto le finestre acceso e spento da qualcuno nervoso o annoiato poco importa perché qui dentro conta solo il respiro spezzato di lei mentre geme piano nascondendo la faccia nel cuscino bagnato ormai fradicio nonostante gli asciugamani messi sotto dalle assistenti prima dell'inizio della sequenza prolungata senza interruzione vera neanche per bere acqua dal bicchiere mezzo pieno lasciato sul comodino insieme alle pillole anticoncezionali bluette ancora sigillate nella blister pack originale mai aperte mai usate perché oggi non serve pensare al domani bastano questi minuti infiniti dove ogni movimento è voluto ogni gemito registrato ogni sborrata immaginata anche se nessun cazzo è entrato ancora dentro soltanto dita lingua saliva pollice destro che preme forte sull'ano stretto mentre l'indice sinistro scava nella figa gonfia come se volesse strapparne pezzi uno alla volta portandoseli via in tasca come trofei invisibili ma realissimi tangibilissimi così tanto che alla fine quando viene lo fa piano piano lentamente quasi impercettibilmente ma la cinepresa ce l'ha tutto nitido pulito perfetto primo ciak buono tagliamo.