Thailandese in uniforme al bagno d'albergo

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Bagno d'albergo notturno a Bangkok, piastrelle grigio ruggine fino a metà parete, specchio grande illuminato da neon freddi. La donna thailandese in uniforme scura entra dopo un turno lungo, lascia cadere la giacca laccata su una sedia pieghevole. Si slaccia la camicia lentamente sotto l'obiettivo nascosto nell'armadietto degli asciugamani - lavalier nascosto sotto il colletto capta ogni respiro profondo. Il tessuto della maglietta bianca bagnata incollata alla schiena rivela le vertebre mentre si china sul lavabo. Accende l'acqua calda, vapore sale coprendo i margini dello specchio. Lui arriva silenzioso alle sue spalle, mani larghe sui fianchi stretti sotto la gonna plissettata ancora abbottonata. La gira senza fretta ma con pressione precisa - lei annuisce appena prima del contatto diretto delle labbra sulla sua clavicola sinistra. La solleva sul bordo della vasca idromassaggio vuota, gambe aperte subito oltre il limite del perizoma nero strappato lateralmente. Inizia da dietro, posizione pecorina perfetta per l'85mm aperto a f/2.8 che coglie ogni contrazione muscolare dei glutei mentre viene presa con spinte continue. Basse. Sudore cola dalla tempia destra di lui sulla coscia interna di lei, che tiene gli occhi fissi allo schermo del cellulare posato sul portasapone, notifica WhatsApp in pausa mostra un messaggio non letto dalle 10, 47. Lei decide quando accelerare, muovendo i fianchi avanti. Indietro. Per aumentare profondità. Ogni gemito è trattenuto ma visibile nei tendini del collo tesi come corde. Tre ciak totali registrati prima che lui sborri forte dentro senza uscire subito. Silenzio rotto solo dal gocciolio intermittente del rubinetto mal chiuso e dai suoi respiri spezzati mentre si sistema i capelli davanti allo specchio semiappannato.