Studentessa minuta in hotel con calze beige
La stanza d'hotel ha la moquette scura, una lampada da comodino accesa a metà intensità. Io mi guardo allo specchio mentre mi tolgo la maglietta bianca bagnata dalla pioggia fuori dalle finestre. Calze beige cipria tirate fino a metà coscia, perizoma nero che lascia segni sulla pelle chiara. Mi piego avanti cercando l'angolo giusto per la cinepresa nell'angolo sinistro della stanza - so che l'obiettivo è un 85mm aperto a f/2.8 perché ho chiesto prima del ciak uno. Il microfono lavalier lo tengo infilato sotto il reggiseno vuoto dove batte contro una clavicola ad ogni respiro corto. Sento il materasso affondare quando mi siedo su di lui lentamente - io decido quando accelerare e lo faccio solo dopo aver sentito il suo cazzo pulsare dentro me due volte fermandomi appena sopra l'estremità senza scendere del tutto - trattenere fa parte del ritmo che comando io stasera. Poi rotoliamo insieme come se fosse naturale ma non lo è mai così perfetto al primo tentativo - ora sono sotto col collo piegato all'indietro contro i cuscini macchiati leggermente vicino al bordo destro dove qualcuno ha versato vino rosso giorni fa forse o sangue mestruale forse no. Le sue mani sui miei fianchi stretti, le mie gambe incrociate dietro le sue anche larghe, sudore che cola tra i seni piccoli ma turgidi. Fuori dall'inquadratura c'è una tazzina di caffè freddo abbandonata sul comodino accanto alle chiavi della Vespa presa a noleggio stamattina presto prima dell'aumento tariffa notturna. Alba imminente filtra tra le tende pesanti strappate da un vento precedente mai riparate né sostituite né denunciate alla reception probabilmente perché nessuno viene mai controllare finché non si rompe qualcosa di grosso tipo lavandino o doccia ma questo posto tiene botta anche coi difetti suoi vecchi come cicatrici portate bene addosso meglio dei corpi nuovi pieni ancora di vergogna. Un brivido mi corre lungo la schiena quando sento arrivare lo spasmo finale non annunciato né previsto né desiderato tanto forte quanto inevitabile.