Massaggio notturno in albergo con studentessa in uniforme
Camera d'albergo notturna, tende chiuse, luce calda della lampada da comodino. Una tazzina di caffè freddo sul tavolino, accanto al telefono con notifica WhatsApp in pausa. La studentessa in uniforme entra, si siede sul bordo del letto, mani sulle cosce. La matura si sistema sul copriletto bordeaux, schiena appoggiata ai cuscini. Massaggio lento, mani che scendono lungo le gambe, dita che sfiorano l'interno coscia. La studentessa si china, bocca che sfiora il collo, poi il lobo. Orecchini a cerchio dorati oscillano. La matura apre le gambe, invito silenzioso. Lei sceglie il ritmo, guida la testa con una mano leggera. La studentessa scivola in ginocchio, uniforme stropicciata, gonna sollevata. Primo piano sul cazzo che entra in bocca, labbra che si distendono. Diffusione 1/4 sul primo piano, luce morbida sulle labbra umide. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni sospiro. Suono di bocca, saliva, gemiti soffocati. La matura afferra i capelli, non troppo forte, solo per guidare. La studentessa succhia con calma, guancia che si incava. Sudore sulla fronte, respiro corto. La mano della matura scivola tra le proprie gambe, dita che si muovono in cerchi stretti. La studentessa alza lo sguardo, occhi fissi, bocca piena. Nessuna fretta. La città fuori, silenzio ovattato. Ora dell'aperitivo passata, finestra nera. Poi un gemito lungo, corpo che si tende. Sborrata in bocca, un po' che cola lungo il mento. Lei ingoia, pulisce con la lingua. Silenzio. Lenzuola stropicciate, luce che trema. Nessun movimento. Solo il respiro che calma. La matura chiude gli occhi. La studentessa si siede sui talloni. Nessuna parola. Solo il buio che torna.