Anale lento su lenzuola spaiate in camera da letto
Io mi giro piano sul fianco sinistro mentre la luce calda dell'ora di pranzo filtra dalle persiane di legno scrostate accanto al letto matrimoniale. Le lenzuola Bassetti spaiate hanno un lembo arrotolato intorno alla caviglia destra, sudore sottile sulla nuca dove i capelli corti si incollano alla pelle. Sento il calore della sua coscia contro la mia, le dita che scivolano tra le labbra prima di appoggiare la punta al buco stretto. Mi tremano le mani ma non lo guardo, tengo gli occhi fissi sul comodino dove c'è una tazza mezza piena di caffè freddo e le chiavi del Vespa lasciate sopra un giornale aperto. Dice piano dammi un segno e io muovo la testa avanti, solo un cenno, poi sento l'entrata lenta che spacca il respiro in due. Ogni millimetro pesa come un respiro trattenuto troppo a lungo. Il lubrificante è visibile sulla telecamera frontale, lucido tra le pieghe della pelle rosea. Usa pressione costante ma senza fretta, fermandosi quando stringo i denti. Lui sa aspettare. Dietro di noi una cinepresa fissa registra tutto con un obiettivo 85mm aperto a f/2.8 mentre il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni gemito strozzato in gola. Quando cambio posizione - quattro appoggi - sono io a decidere quanto andare giù col bacino per aprirmi meglio. La vestaglia color panna è finita ai piedi del letto insieme alle calze a rete strappate all'altezza delle ginocchia. Fiato corto, schiena arcuata, mani che afferrano le mie anche come se volesse tenermi ferma nel tempo stesso in cui mi lascia libera di muovermi come voglio. Alla fine sborra fuori con un ringhio basso e io resto china sulle braccia tremanti mentre i bassi della musica filtrano dalla stanza accanto attraverso pareti sottilissime.