Penetrazione Anale Camera Matrimoniale Avorio Mezzanotte

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Io sento il calore della candela accesa sul comò riflesso sulla pelle mentre mi abbasso lentamente. La stanza è avorio fino al soffitto, mezzanotte passata da poco, silenzio rotto solo dal ticchettio della sveglia vecchia sopra il cassettone. Il suo cazzo grosso mi sfiora le labbra prima di entrare in bocca, sento il sapore acre del pre-eiaculato mescolarsi alla saliva. Orecchini a cerchio dorati dondolano ogni volta che scuoto la testa avanti. Indietro. Lui tiene una mano ferma sulla mia nuca, ma non spinge, aspetta che sia io a decidere quanto prendere. Poi cambio posizione senza parlare, giro su un fianco e appoggio la faccia sul cuscino umido di sudore. Spalanco le gambe e sollevo i fianchi verso di lui - segnale chiaro che sono pronta per il culo. Lo sento lubrificare bene due dita prima di infilarne una dentro, piano, poi due. Mi allargo piano intorno al dito medio mentre respiro forte dal naso. Quando entra con il cazzo lo fa col palmo aperto sulla coscia interna sinistra - pressione leggera ma decisa - ed entra tutto d'un colpo dopo avermi tirato i capelli all'indietro per guardarmi negli occhi un secondo prima dello sfondamento anale profondo. La cinepresa fissa riprende tutto con un obiettivo 85mm aperto a f/2.8, nitidezza totale sui muscoli tesi delle mie natiche mentre vengono scavate ritmicamente. Sento ogni vibrazione dei suoi gemiti attraversarmi la schiena quando accelera. Non urliamo mai, ma ansimiamo insieme come se fossimo sincronizzati fin dall'inizio. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni sospiro spezzato, ogni fruscio della pelle contro pelle. Alla fine esce fuori subito prima dello spruzzo e sborra fuori, lunghi filamenti bianchi gli cadono sulla coscia destra mentre si lascia andare indietro sui talloni. Io resto immobile così com'ero, piegata, respirando piano, ancora piena dell'eco del piacere violento appena passato. Mezzo minuto dopo apro gli occhi e muovo appena le dita dei piedi - segno che sto bene, che va tutto bene. Lei sceglie il ritmo anche adesso, nel recupero silenzioso dove nessuno ci guarda più tranne la telecamera spenta. Fuori dalla finestra uno scooter passa veloce lungo viale Roma Sud, dentro casa rimane solo l'odore acre del sesso mischiato al caffè avanzato nella moka stretta sul fornello freddo da ore.