Casalinga stanca marito duro camera matrimoniale
Persiane di legno scrostate filtrano la luce del primo pomeriggio in diagonale sul parquet consumato. La vestaglia color salvia giace abbandonata vicino al letto sfatto insieme alle mutande nere strappate durante l'ingresso veloce dal bagno. Lui arriva dalla cucina con ancora una goccia d'acqua tra le scapole. Spinge il bacino contro i glutei sodi mentre le tiene ferme le anche con entrambe le mani. Lei appoggia la fronte al muro freddo e apre le gambe oltre il limite normale. Sudore sulla nuca dove i capelli raccolti perdono ciocche ribelli. Il lubrificante trasparente cola lungo la coscia interna sinistra formando una pozza microscopica sul parquet chiaro sotto lo zigomo destro poggiato alla parete. Il fonico chiede silenzio prima del battito successivo ma nessuno risponde perché ormai è tutto corpo, respiro irregolare incanalato dai microfoni lavalier nascosti nei bordi delle federe del cuscino centrale. Tre macchine fisse registrano da angoli differenti, quella sul comodino cattura gli occhi serrati quando lui entra senza fretta ma senza esitazione profondamente dentro l'ano stretto che palpita intorno al cazzo grosso curvo verso destra come un ramo secco dopo vent'anni di sole estivo romano. Softbox a 45 gradi illumina la pelvi sollevata per offrire più accesso possibile alla penetrazione ripetuta ogni sei secondi circa senza variazioni di velocità né pause prolungate tranne quando lei muove appena la mano destra all'indietro per indicare stop momentaneo poi subito dopo fa cenno avanti col pollice alzato verso chiunque stia guardando dall'obiettivo principale montato sulla treppiede davanti alla finestra rotta da un temporale settimana scorsa lasciando una fessura permanente nell'intelaiatura metallica arrugginita che geme ad ogni vibrazione dei colpi sempre più ravvicinati fino allo spasmo finale accompagnato da un gemito strozzato soffocato nel cuscino umido di saliva mista a lacrime o sudore difficile distinguere nell'inquadratura stretta sull'angolo bocca-mento-guancia sinistra illuminata solo dal riflesso intermittente della lampada da tavolo spenta ma collegata male che lampeggia ogni volta che qualcuno cammina vicino alla presa vicino alla porta semiaperta verso il corridoio buio dove si sentono passi attutiti provenienti dall'appartamento sopra forse qualcuno sta tornando dal lavoro prestissimo o forse è solo rumore urbano amplificato dalle condutture vecchie piene d'aria compressa pronte a scoppiare come successe due mesi fa durante una notte simile calda afosa pesante carica di odori acidi mischiati ai vapori della vernice scrostata dalle ringhiere esterne mai ridipinte dopo l'alluvione improvvisa dell'autunno scorso causata dal blocco totale delle grondaie ostruite da foglie secche accumulatesi per settimane nonostante i cartelli dell'amministratore condominiale firmati personalmente dal portiere storico rimasto solo ora che tutti hanno lasciatola palazzina vuota quasi deserta tranne loro due solitudine piena complicità totale assenza completa di giudizio morale o sociale semplice necessità fisica purissima cruda diretta inequivocabile comunicazione attraverso gestualità minima linguaggio corporeomotorio elementare privo di fronzoli retorici ornamenti poetici metafore romantiche sentimentalismidannosi inefficaci superflui totalmente eliminati sostituitidall'evidenza materiale tangibile viscerale immediatadella carne viva calda pulsante tesa distesa tiratasfruttataprofilatalaceratasaturainumiditasbordantedisgomitospezzatisupernovasensorialiincatenateinaspettatelinearitàcronologicasequenzialenecessariaobbligatoriaimprescindibilerealizzabileunicamenteadessoquiinquestospaziotemporalespecificoperchéaltrovealtrimentisarebbestatononsolosbagliatomaisemplicementeimpossibileimmaginarlofiguriamorealizzarlo.