Telefono acceso tra lenzuola stropicciate e corpi nudi
Stasera non dormo da sola' scrivo prima di spegnere la luce. Il telefono vibra subito sul comodino accanto al caricabatterie arrotolato. Lo vedo entrare scalzo dalla porta della camera con quella maglietta bianca che ormai conosco a memoria. Me la sfila piano mentre mi guarda negli occhi senza fretta. La butto sulla sedia insieme alle sue mutande color tabacco lasciate cadere a metà strada dal letto. Sento il microfono diretto attaccato al reggiseno premere tra le scapole ma non dico nulla perché voglio che si senta tutto chiaro come cristallo. Le sue mani salgono lungo i fianchi finché non entra dentro di me con un movimento lento che mi fa chiudere gli occhi. Ogni spinta è ripresa dalla fotocamera mobile tenuta bassa per effetto voyeur mentre io tengo i polsi incrociati sopra la testa senza parlare. Sudore cola dal collo alla clavicola sinistra dove ha sempre baciato prima degli altri posti. Respiro corto, labbra semiaperte, sento ogni centimetro muoversi dentro e fuori mentre lui aumenta il ritmo senza chiedermelo ma io annuisco lo stesso perché ho deciso io quando iniziare dopo aver posato il telefono vicino alla sveglia digitale ferma su mezzanotte passata. La moka sul fornello spento da ore rimane fredda così come le scarpe vicino alla porta mai richiusa bene fino in fondo. Un gemito più forte squarcia il silenzio appena prima dello sborrare caldo che mi riempie completamente senza tirarsi via subito dopo. Restiamo fermi qualche secondo nel buio rotto solo dalla luce blu del display ancora acceso. Io sorrido pensando al prossimo messaggio già pronto nella mente. Maglietta bianca bagnata giace piegata male sotto la tenda leggermente sollevata dal vento estivo.