Studentessa esperta si masturba sotto la doccia

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Sento il vapore che mi appanna lo specchio mentre tengo il telefono con una mano sola. Il primo pomeriggio entra dal vetro smerigliato sopra la doccia spenta da un minuto. Mi guardo negli occhi attraverso lo schermo sfocato del cellulare prima di abbassarlo lentamente lungo il collo bagnato fino al seno sinistro dove un capezzolo si indurisce subito al freddo dell'aria condizionata rotta. Orecchini a cerchio dorati oscillano ogni volta che giro la testa per controllare l'inquadratura laterale che ho impostato contro il lavandino crepato. Indosso solo un perizoma in pizzo macramé nero opaco che non nasconde nulla quando mi inginocchio davanti alla tazza e comincio a tirarmelo via coi denti senza mai distogliere lo sguardo dalla fotocamera frontale attivata col timer automatico delle immagini successive ogni tre secondi così da non dover premere manualmente lo scatto ogni volta che mi muovo troppo forte sulla piastrella fredda del pavimento sporco di acqua mista a sapone rosa diluito in rivoli lunghi come vene varicose lunghe fino ai miei talloni screpolati dalle scarpe basse da università presa alle otto meno dieci stamattina prima di tornare qui dopo lezione di storia contemporanea dove nessuno ha notato quanto fossi già fradicia dentro le mutande strette sotto i jeans aderenti comprati online due giorni fa pagando in contrassegno perché odio lasciare tracce digitali dei miei desideri più urgenti come questo adesso mentre infilo due dita nella figa gonfia, umida facendo pressione precisa proprio là dove so che viene meglio se registro tutto con lucidità cruda senza tagli successivi né montaggi falsati dall'esterno perché sono io che dirigo l'angolazione girando leggermente il bacino verso destra per mostrare bene come sborro quando premo col pollice sul clitoride circondato dai peli pubici tagliati cortissimi ma non rasati completamente secondo le mie preferenze estetiche personalissime registrate anche nell'appunto vocale mandato ieri sera all'amica fidata tramite messaggio criptato WhatsApp ancora in pausa sullo schermo acceso accanto al cuscino di velluto stropicciato abbandonato fuori dal bagno probabilmente caduto dal letto sfatto durante la corsa precipitosa verso questo momento inevitabile ormai da ore forse giorni settimane mesi anni addirittura fin dall'inizio dell'estate scorsa quando ho imparato cosa vuol dire avere controllo totale su come mostro me stessa agli altri o forse soltanto a me stessa visto che nessuno sa neanche che sto facendo tutto ciò tranne te ovviamente tu che ora guardi queste immagini crude riprese col mio iPhone tenuto insieme col nastro isolante nero dopo essere caduto giù per le scale sabato scorso ubriaca persa dopo aver bevuto troppa birra economica comprata al discount vicino casa mia dove vivo sola finalmente libera dai genitori assenti e distratti sempre impegnati coi loro viaggi separati nei Balcani orientali o qualcosa del genere comunque non importano più ormai mentre sento arrivare l'orgasmo vero violento improvviso profondo pulsante duraturo ripetuto tre volte consecutive senza fermarmi mai grazie alla vibrazione continua impostata sui livelli massimi disponibili registrata perfettamente grazie al microfono lavalier nascosto sotto il reggiseno buttato via prima dell'inizio delle riprese vere e proprie fatte tutte d'un fiato senza interruzioni né pause né dubbi né pentimenti anzi anzi anzi.