Prima volta all'alba con esperta in trio
Alba grigia filtrata dalle persiane scrostate di un appartamento al secondo piano. Un piatto di ceramica scheggiata giace vuoto sul pavimento accanto a una bottiglia d'acqua mezza piena. Macchina fissa su stativo registra tutto senza zoom improvvisi né carrellate teatrali. Luce naturale mischiata a quella del bagno lasciato aperto porta un chiarore sporco sulle lenzuola spaiate. Una donna entra in campo camminando scalza, indossa un perizoma nero e una maglietta arrotolata sotto il seno. Si inginocchia vicino al materasso mentre l'uomo già sdraiato solleva i fianchi verso di lei. La seconda figura maschile resta seduta contro il muro con le gambe piegate. Primo contatto manuale tra lei e il ragazzo sotto - dita che scorrono lungo cosce interne senza fretta falsa o montaggio aggressivo - poi bocca su cazzo duro senza preliminari finti o pause da spot pubblicitario. Lei sale sopra lentamente tenendo gli occhi fissi nella direzione della cinepresa come se decidesse quando far partire il ciak vero - non quello annunciato dal regista ma quello reale dove tutti smettono di fingere - sudore sulla fronte illuminato dalla diffusione 1/4 sul primo piano che rende visibile ogni poro dilatato intorno alle narici fluttuanti ad ogni respiro profondo preso durante la penetrazione verticale assistita da una mano ferma alla base del collo - calore accumulato tra i corpi trasmesso anche nei secondi morti tra due scene brevi dove nessuno parla ma qualcuno sistema un cavo del microfono caduto dal bordo del letto - audio sporco registrato da lavalier nascosto sotto il reggiseno strappato via subito dopo il primo gemito sincero - lei sceglie quando accelerare e quando fermarsi tirandosi indietro fino a restare solo con le ginocchia aperte sul bordo del tappeto consunto mentre fuori si sente uno scooter passare veloce sotto le finestre chiuse ermeticamente contro l'umidità delle prime ore mattutine - poi riprende dall'alto con movimenti circolari decisi che rompono equilibrio statico della stanza finché non dice stop forte abbastanza da far abbassare la bacchetta del boom per qualche istante mentre la voce femminile aggiunge va bene così guardando dritto nella lente principale prima che tutto torni buio tranne la moka stretta ancora calda sul fornello spento.