Italiana smaniosa su lenzuola disfatte primo pomeriggio
Io mi mordo il labbro contando il tempo tra un respiro e l'altro. Le palme mi si bagnano subito appena vedo la sua ombra sulla porta del salotto. Primo pomeriggio pieno di polvere dorata che taglia l'aria dal terrazzino semiaperto. Mi sistemo le lenzuola Bassetti spaiate sotto la schiena nuda, vestaglia verde bottiglia buttata per terra vicino alla sedia con lo smalto rosso scheggiato che brilla sulle unghie dei piedi. Telecamera mobile appoggiata sul comodino accesa prima del segnale senza aspettare conferma perché so già cosa voglio. Lui entra con la boccetta in mano e io alzo la mano libera dicendo pronta così parte tutto senza indugiare su formalità inutili. Lubrificante a base d'acqua versato direttamente dalla boccetta sul cazzo duro che scivola subito dentro senza preliminari lunghi ma con pressione precisa dove serve. Fiato corto fin dall'inizio perché non trattengo mai niente, ogni gemito esce spontaneo mentre gli graffio le scapole nude con forza crescente. Ogni tanto cambio angolazione da sola tirandomi su a sedere oppure girandomi di lato per sentire meglio il bordo del materasso contro le cosce. Calore umido ovunque, odore acre di sudore mischiato al profumo vecchio della stanza chiusa troppo a lungo. Rumori delle molle del letto rotte che cigolano sempre allo stesso modo ad ogni spinta forte. Io decido quando accelerare. Quando. Fermarmi solo per guardarlo negli occhi prima di riprendere più veloce di prima. Sudore sulla fronte, mani tremanti, voce rauca che urla cazzo cazzo cazzo fino all'ultimo spasmo secco che mi svuota completamente addosso al suo petto ansimante. Fine ciak senza bisogno di riprese multiple.