Figa bagnata missione bagno appartamento romano
Il vapore del bagno appanna lo specchio mentre mi guardo negli occhi. Le luci basse tingono tutto di ambra. Una candela accesa sul comò proietta ombre tremolanti sulla parete piastrellata. Io resto ferma un attimo, sento il fiato corto e le cosce che tremano. Lui si avvicina da dietro, mi prende per i fianchi con quelle mani larghe che conosco bene. Il perizoma nero me lo ha scelto lui stamattina - lo tira giù piano lungo le gambe nude. Mi piego in avanti, fronte contro il bordo della vasca fredda. Sento il suo cazzo duro premere tra le natiche prima di entrare liscio dentro la figa bagnata col lubrificante a base d'acqua che ho messo io poco fa. Spinge forte ma non troppo veloce - io decido quando accelerare - glielo dico sempre chiaro prima di ogni ciak. La telecamera mobile appoggiata sul lavandino riprende tutto senza tagli, vibrazioni minime anche se qualcuno cammina fuori dalla porta del bagno dell'appartamento al secondo piano vicino alla stazione Termini. Ogni tanto si sente una sirena o una risata dal terrazzino accanto dove qualcuno sta facendo l'aperitivo alle otto passate. Sudore sulla schiena bassa, muscoli contratti, respiro spezzato. Cambiamo posizione, ora sono supina sul letto sfatto, lenzuola spaiate tirate via dal colpo precedente. Lui sopra, ritmo stabile, pelle contro pelle. I suoi addominali battono sulla mia pancia ogni volta che affonda fino in fondo. Gli graffio le spalle coi polpastrelli piena di brividi. Fiato caldo nell'orecchio sinistro mentre geme piano 'troia'. Un anello mi segna il fianco destro quando si abbassa completamente su di me. Non chiudo mai gli occhi durante queste scene perché voglio vedere ogni cosa come succede davvero.