Fidanzata nuda sotto la doccia per la prima volta
Il vapore appanna lo specchio sopra il lavandino mentre l'acqua continua a scendere dalla doccia aperta. Lei siede sul bordo della vasca con le gambe aperte, i piedi scalzi poggiati sulle piastrelle fredde. Lui si avvicina lentamente, ginocchia che toccano il pavimento bagnato. La mano destra di lei guida la sua testa verso il basso senza parlare. Le labbra si chiudono attorno al cazzo eretto mentre un gemito corto esce tra i denti serrati. Ogni movimento è misurato ma urgente allo stesso tempo. Il fonico chiede silenzio prima del battito ma nessuno risponde perché sono già oltre quel punto. Poi si spostano a terra dove un cuscino di velluto stropicciato viene trascinato sotto le sue cosce per non graffiarsi sui bordi della vasca smaltata. Lui entra da dietro mentre lei tiene gli occhi fissi sulla porta socchiusa del bagno illuminata dal corridoio esterno. Diffusione 1/4 sul primo piano mostra ogni spasmo delle labbra quando deglutisce profondamente durante il pompino successivo alla penetrazione finale. Lo smalto rosso scheggiato brilla sotto la luce fluorescente quando le dita artigliano le mattonelle laterali per tenersi ferma durante gli affondi più lunghi che tirano fuori grida brevi e rotte dal fondo della gola femminile sudata fino al collo arrossato visibile nell'inquadratura fissa presa al secondo ciak dall'angolo opposto rispetto alla finestra semiaperta che lascia entrare rumori sporadici dalla strada sottostante come clacson distanti e una Vespa parcheggiata male proprio sotto il davanzale dove poggiano chiavi ossidate accanto a un pacchetto vuoto di sigarette Fortuna mezzo umido per via dei vapori caldi usciti dalla stanza poco prima dello stop richiesto da lei stessa dopo aver urlato basta così mentre ancora tremava addosso al corpo maschile che ora ansima sopra di lei sdraiata completamente nuda su quel tappeto fradicio trovatosi accidentalmente sotto i loro corpi nel caos organizzato dell'interno appartamento milanese dove una moka stretta bolle ancora lentamente sul fornello acceso lasciatovi acceso troppo tempo dopo colazione consumata ore prima in cucina adiacente mai mostrata ma udita tramite porte scorrevoli mal isolate acusticamente attraverso cui filtravano frammenti televisivi intermittenti durante tutto lo svolgimento registrato delle azioni fisiche descritte fin qui fino alla conclusione inevitabile.