Casalinga napoletana occhi scuri creampies sul divano
Cucina piccola al secondo piano di un palazzo a Napoli. Lavandino pieno di piatti della colazione appena finita. Lei indossa una vestaglia color salvia slacciata fino all'ombelico, calze a rete nere opache fermate male. I capelli scuri sciolti le coprono le spalle mentre si china sul lavandino a bere un sorso d'acqua dal bicchiere sporco. Il rubinetto gocciola ancora quando lui entra senza bussare. La afferra dai fianchi larghi e la gira verso di sé. Lei appoggia le mani umide sulla sua maglietta bianca bagnata dal sudore delle scale. Primo ciak preso al volo mentre si baciano con lingua profonda contro lo sportello del frigo mezzo aperto. Il regista cambia angolo a metà perché la luce naturale sta morendo oltre le persiane di legno scrostate. Seconda macchina in campo lungo dalla soglia del corridoio, lei cammina scalza verso il salotto tenendosi la vestaglia chiusa ma lascia che cada tra i cuscini del divano sfondato. Si inginocchia davanti a lui sbottonando i jeans con entrambe le mani tremanti per abitudine più che nervosismo - è mercoledì mattina, metà settimana come sempre. Gli tira fuori il cazzo duro e lo prende fino in gola senza preliminari mentre la cinepresa avanza lentamente su un piano ravvicinato da OTS sinistro con obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che tiene tutto fuori fuoco tranne labbra. Glande. Lucido di saliva mista pre-eiaculatorio. Poi lo guida dentro di sé sdraiata sulla schiena coi talloni sollevati sui braccioli logori, gemendo piano tra respiri spezzati. Sudore sulla fronte, carte da gioco sparse sul tavolino basso insieme alle chiavi della Vespa. Lui aumenta il ritmo ma lei gli ferma i fianchi con forza decisa, sceglie lei quando accelerare. Tre secondi dopo comincia ad ansimare forte, artiglia il tessuto sintetico verde oliva dei cuscini, solleva i glutei dal bordo molle del divano per accoglierlo più dentro. Al terzo colpo profondo sborra dentro senza uscire subito, resta sepolto nella figa gonfia mentre fiotti caldi riempiono la fica stretta sotto occhi scuri lucidi fissi nel vuoto. Un'altra goccia cade dal rubinetto rotto nell'acquaio sporco. Moka stretta sul fornello spento da ore.